Pennette c'anciova, sardine e muddica atturrata


Stamattina come al solito dopo aver fatto la doccia e preso un po' di sole in terrazza, non per l'abbronzatura ma perché fa bene alle ossa, ero seduta in cucina al computer in cerca d'ispirazione, una mezza idea veramente ce l'avevo, sardine in scatola, che da quando ho inventato il metodo dell'acqua calda mi piacciono un sacco, e Google mi presenta in prima linea il blog della famosa cavoletta che veementemente esclamava sardine in scatola? sia mai! io uso le sardine fresche! e poi chissà perché le sardine fresche le ha presentate dentro la scatola delle sardine in scatola! stranezze normali da food blogger suppongo. Ma il mistero rimane su chi ha mangiato le sardine che c'erano nella scatola. Le avrà date al gatto?

Non mi ricordo le sue parole esattissime ma questo è quello che ho tratto da una lettura veloce, e se volete ridere vi dico pure che mi ha fatto venire in mente la sindrome di Maria Antonietta [che mangino le brioches se il pane non c'è]. Che nel mio caso sarebbe, se non ci sono le sardine fresche mangiati il caviale! ma quale caviale? le ovette tirate fuori fresche fresche dal pancino del beluga? o van bene anche i gamberoni col salmone che ha appena risalito la corrente?! Domande che non avranno mai risposta ma tant'è sono retoriche.

E vabbene, allora qui solo sardine in scatola mi ritrovo [o il solito tonno e al massimo della vita il red snapper] e quindi dopo aver letto qualche ricetta di sardine sul web preferisco fare da me. Poi passando a visitare i vostri blogs ecco Elena della Montagna incantata che propone la pasta margherita c'anciova! mamma mia che buona! e subito ricordi di vacanze passate in Calabria mi assalgono, un languore mi prende lo stomaco e mi metto subito a spadellare, anzi telefono pure a un'amico che una pasta così bisogna condividerla. Questa è una ricetta siciliana ma anche calabrese.

La ricetta originale di Elena la trovate cliccando il link, e la mia segue con qualche modifica perché ovviamente non ho la pasta margherita e nemmeno i pinoli ma il gusto non ne ha per niente risentito, sempre super saporito, erano anni che non la facevo. Per chi non lo sapesse la pasta margherita è un tipo di pasta lunga di semola a forma di tagliatelle larghe con i bordi ondulati.

Si lo so che sarete perplessi perché le anciove sono le acciughe e io stavo parlando di sardine, ebbene avevo mezzo tubetto di pasta d'acciughe da finire che ha dato il gusto perfetto al sugo, e una scatoletta di sardine che ha contribuito ad arricchirlo. E poi certamente non ho l'estratto di pomodoro autentico casalingo di Elena, ma menomale che anche in India 'supercirio' c'è!

Ingredienti per due persone:
  • pennette o pasta margherita se la trovate [quanti grammi a testa ne mangiate? ecco quelli!]
  • 140 grammi di supercirio, cioè una scatoletta intera di concentrato di pomodoro
  • 3 filetti di acciughe sott'olio o una bella spremuta dal tubetto della pasta d'acciughe [italiana]
  • una scatola di sardine processate nell'acqua bollente [rispiego sotto al punto 1.]
  • una bella manciata di uvette, lavate e ammollate
  • 2 spicchi d'aglio
  • 1 peperoncino rosso fresco semi-piccante
  • olio extra vergine di oliva
  • pangrattato fresco almeno 3 cucchiai a testa [a me piace abbondare]
  • un pizzico di zucchero
  • niente sale, il sugo era così saporito che non ho salato nemmeno l'acqua della pasta
  1. Per prima cosa bollite mezzo litro d'acqua, spegnete il fuoco, prendete una sardina alla volta con la forchetta e dolcemente lasciatela scivolare nell'acqua. Dopo un minuto riprendetele delicatamente con la forchetta e adagiatele su un piatto. Noterete che olio e scaglie rimangono nell'acqua che butterete mentre le vostre sardine senza olio hanno acquistato il profumo di mare. Questa è una tecnica inventata da me che elimina davvero quell'odore di scatoletta e mi consente di mangiarle più spesso.
  2. Mettete in padella l'olio con l'aglio tritato e le acciughe o la pasta d'acciughe, il peperoncino, e quando l'aglio diventa appena dorato aggiungete l'estratto di pomodoro e fatelo rosolare per un minuto. 
  3. Riempite la scatola di 'supercirio' con acqua, per due volte, versatela in padella, sciogliete l'estratto, aggiungete l'uvetta e fate cuocere per circa mezz'ora, aggiustando di acqua se necessario, ma io non ne avuto bisogno visto che copro la padella con un piatto di acciaio dentro cui metto dell'acqua. Questo sistema fa ripiovere in padella il vapore che si accumula sotto al piatto, mantenendo la salsa sempre umida, evitando che bruci.
  4. Poco prima che il sugo sia pronto ben ristretto aggiungete le sardine spezzandole con la spatola di legno e amalgamandole alla salsa.
  5. Tostate il pangrattato con mezzo cucchiaino d'olio, rimestando in continuazione per non farlo bruciare, e appena ben dorato toglietelo subito dal padellino  perché altrimenti anche senza fuoco si brucerebbe col calore residuo. O meglio, come suggerisce Alma nel commento: "La mollica non "atturarla" insieme all'olio, ma aspetta che sia dorata e quindi aggiungi un filino d'olio giusto il tempo per farla tostare... trucco tramandatomi dalle donne di famiglia." 
  6. Versate la pasta cotta al dente in padella, mantecatela nel sugo sul fuoco e servitela con il pangrattato.
E qui una bella birra chiara freschissima l'avrei bevuta super volentieri, ma le birre indiane purtroppo sono tutte piene di glicerina usata come conservante perché il trasporto avviene a temperature tropicali e i trasporti frigorifero non esistono. Ovviamente non fa per me, anche perché la gradazione alcolica è di gran lunga superiore a quella dichiarata e la gente si ubriaca con una bottiglia; per fortuna ho scoperto questa cosa alla mia prima visita in India e dopo averla assaggiata non ho mai più bevuto birra indiana.

Ma per chi proprio non può farne a meno c'è però il trucco di Lonely Planet che pare funzioni. Non che io l'abbia mai provato, piuttosto non bevo birra. Per eliminare la glicerina si capovolge la bottiglia di birra dentro un contenitore con dell'acqua, la glicerina pesante scende dentro l'acqua e la birra, ovviamente un poco annacquata, rimane nella bottiglia. Se qualcuno di voi intende venire in India si ricordi di questo particolare! Questo video "glycerin in beer" fa vedere come fare, e questa pagina di nomad4ever mostra le foto e spiega la situazione.

23 comments:

  1. hihihi non capivo cos'era la pasta Margherita e finalmente ho svelato l'arcano! Boh, forse mi sfugge qualcosa ma non capisco perché avercela tanto con le sardine in scatola! E' un prodotto diverso da quello fresco, dipende da cosa si vuole nella ricetta...o no?!?!?! Mi sembra un po' come prendersela con i tomini sott'olio o col salmone affumicato! A me 'sta pasta piace proprio anche se l'ho sempre fatta in bianco. Baciotti, buon we

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  2. Ohhh... un bel piatto di pasta sul tuo blog!!! Anch'io quella pasta lì non la chiamo margherita ;)), Comunque sia, dev'essere ottima!

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  3. Le tue scelte vanno sempre verso sapori forti, decisi ! Anche con questa ricetta non scherzi ! ciao Chamki e buona giornata !!!

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  4. Tu sei una forza della natura, Chamki....scrivi in modo piacevolissimo, ironico...e che ricette!!!!!!!!!!!! un beso

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  5. ^^ Fede, le sardine in scatola non fanno chic! questa pasta rossa e' tipica del sud e con un sapore molto diverso da quella bianca. Buon we anche a te. Baci.

    ^^ Giulia, si, ottima ricetta regionale, e dal sapore deciso come dice Rossella. Bacione.

    ^^ Rossella, hai ragione! ah ah ah, buona giornata anche a te!

    ^^ Francesca, hai ragione anche tu! grazie per essere tornata alla normalita' ;))), grazie dei complimenti, un beso anche a te!

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  6. faro queste buonissimo piatto senz altro!
    ...Quasi quasi me lo faccio adesso ...
    Me ne vado in cucina !!
    Cariños

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  7. Ciao sono Alma. le tue ricette sono talmente ispiranti e coinvolgenti che quando posso le rifaccio.Oggi da buona siciliana mi hai fatto immergere in un purpuri di sinestesie culinarie. Non mangio questo piatto da non so quanto tempo e..sai che ti dico a pranzo lo preparo e magari inviterò qualche amico. Se ti posso dare un piccolo consiglio. La mollica non "atturarla" insieme all'olio, ma aspetta che sia dorata e quindi aggiungi un filino d'olio giusto il tempo per farla tostare... trucco tramandatomi dalle donne di famiglia.
    Buona giornata

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  8. un ispirazione decisamente azzeccatissima e gustosa!!bacioni imma

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  9. mi piace! questo piatto è molto saporito e ricco come piace a noi!!!! e bentornata :-) che bello poter prendere il sole per le ossa :-))) baci Ely

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  10. Ciao Chamki,

    la Kingfisher l'hai mai assaggiata? Io di birre non me ne intendo ma mi piaceva, quando l'acqua era di marche sospette pasteggiavamo con quella. Leggera, piacevole. In preda alla nostalgia l'abbiamo bevuta anche al ristorante indiano qui in Italia. Però leggendo il tuo post mi chiedo chissà quante porcherie ho ingurgitato...
    Buon fine settimana. Ale

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  11. Hihihi, mi hai fatto morire dal ridere con la storia dele sardine fresche/sardine in scatola. Voglio provare a immergerle in acqua come dici tu....a me piacciono le sardine e spesso le mangio anche in scatola. Inutile dire che questa pasta è stupenda, la cucina siciliana e calabrese non hanno certo bisogno di presentazione, la bontà è cosa risaputa. Anch'io uso spesso la mollica tostata, ho anche una ricetta già pronta da postare :D
    Comunque anche questo piatto è assolutamente da provare....
    Ti rispondo qui alla questione dei fagiolini: qui da noi si chiamano piattoni, sono lunghi, larghi un paio di cm e piatti. Somigliano alle taccole come aspetto. Ecco, di più non so dire, se vai su google e cerchi piattoni ti esce qualche foto. Detto questo, credo che anche altre varietà di fagiolini andrebbero più che bene per la ricetta thai.....
    Un bacione e buon w.e

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  12. ^^ Claudia, grazie, benvenuta, buon appetito!

    ^^ Alma, grazie per il suggerimento, l'ho inserito nel post, non e' che per caso me l'avevi già detto tempo fa? devo averlo dimenticato perché mi pare di averlo saputo e dimenticato. Sono anche io un poco siciliana da parte di nonna, buona giornata anche a te.

    ^^ Imma, grazie cara, bacioni.

    ^^ Ely, grazie cara, bacioni.

    ^^ Ale, ti piaceva ma non te ne intendi, right! sai che quando sei in un ambiente stravolgente come può essere quello indiano si perde quasi la capacita' di intendere e di volere? forse quella che hai bevuto in Italia e' prodotta in UK e allora e' senza glicerina, ma quella indiana e' terribile. Buon w.e. anche a te.

    ^^ Viola, se ti piacciono le sardine, col bagnetto caldo ti piaceranno di più, fammelo sapere perché questo e' un sistema inventato da me e ci farei il brevetto! io lo faccio anche col tonno questo processo perché in India il tonno pure buono e' inscatolato solo con olio vegetale non si sa bene cosa, quindi dopo avergli fatto perdere l'olio con l'acqua calda ci metto l'extra vergine. Ciao! Bacione.

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  13. Chamki sei una forza! Simpaticissima meridionale in India. Hai mai scritto qualche libro? Ti leggerei molto volentieri. I tuoi racconti, la minuzia dei particolari di queste tue avventure culinarie con i prodotti del luogo e la cultura mediterranea, penso che siano un mix perfetto. Ovviamente la tua ricetta è FA VO LO SA. Un saluto affettuoso
    M.G.

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  14. Vacanze in Calabria? posso chiederti dove?
    Pasta favolosa!!!
    Un saluto
    Kemi

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  15. ^^ picetto Maria Grazia, non ho mai scritto libri e non ci penso nemmeno, non so nemmeno come sto andando avanti col blog! Ciao cara, un saluto affettuoso anche a te!

    ^^ Kemi, la Calabria del Tirreno, amo le scogliere alte, i precipizi sul mare e guardare Stromboli fumante, quindi da Tropea, Capo Vaticano, la Costa Viola fino a Reggio e poi anche Messina e tutta la costa orientale siciliana fino a Siracusa. Grazie Ciao!

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  16. Sai chamki noi ogni anno andiamo a Tropea, non possiamo mancare da quella incantevole costa, dobbiamo sempre tornarci. La Costa degli Dei è incantevole ed i prodotti che si trovano hanno un'altro sapore e profumo. A parte le cipolle che sono rinomate in tutto il mondo, ho notato che tutti i prodotti vegetali sono più saporiti. Chi lo sa, forse un giorno ci incontreremo su qualche spiaggia della nostra meravigliosa e tartassata terra. Baci
    M.G.

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  17. Ma tu sei troppo forte,condivido tutto!!
    Mi sa che anche il gatto,è stato supponente....Io le trovo deliziose,e in questo piatto ricco di profumi si son fatte certamente valere!!E una ricetta fantastica cara Chamki,oggi ho voglia di immergermi in questi sapori calabresi!!
    UN bacio tesò,sei la fine del mondo!!

    p.s ma dove scappi,torna quà!Avevi ragione,le cose appena assaggiate acquistano un'altra bontà,perciò anche la prossima volta,non ci sarà nessun bis....!!

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  18. No, non sono stata io, ma quello della mollica è un procedimento tipicamente siciliano che usiamo anche e soprattutto nella pasta con le sarde.
    Grazie della citazione
    Baci e buon W.E
    Alma

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  19. una pasta davvero saporita!
    adotto anch'io la tecnica dell'acqua con le sardine troppo bella grazie!!! :)

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  20. ^^ Maria Grazia, chi lo sa, non che ci speri molto ma forse una scappata al sud potrei farla tra qualche anno. Ciao, baci.

    ^^ Damiana, sei tu la forte, o lo siamo tutte e due eh eh un bacio anche a te teso' e goditi la domenica!

    ^^ Alma grazie a te e buon w.e. baci

    ^^ Gio, grazie cara, buona serata.

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  21. Favolose queste pennette, complimenti. Buon fine settimana Daniela.

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  22. Grazie Daniela, buon inizio di settimana a te!

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  23. Bellissime e soprattutto buonissime le pennette ma credo che la pasta margherita si abbini meglio a questo piatto. Credo che nella ricetta manchino i pinoli. Comunque questa ritengo che sia il miglior tipo di pasta. un saluto

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