Sunday, August 29, 2010

Spaghetti con sardine, aneto e pistacchi.



Nell'agosto dell'anno scorso pubblicavo la stessa ricetta QUI ma in inglese, e oggi ve la racconto in italiano, leggermente modificata, anche perché quando mai faccio la stessa identica ricetta? Mai.
Non ho osato chiamarla "pasta con le sarde" come invece ho osato l'anno scorso, perché adesso ho lettori palermitani che non me la farebbero passare, e non posso certo dargli torto, sebbene io me la gusto lo stesso come se fosse l'autentica specialità di Palermo.

Ovviamente se avessi gli ingredienti giusti non mi metterei a trovare soluzioni alternative, ma in mancanza di finocchietto selvatico ho trovato un degno sostituto nel "finocchio bastardo", cioè nell'aneto che in India abbonda e si chiama shepu. Se volete vedere come è bello verde e somigliante al finocchietto QUI ci trovate un'altra delle mie ricette a base di aneto.

Le sardine brasiliane che ho comprato l'altro giorno si sono rivelate ottime e a buon prezzo, ed ecco come ho usato la prima scatoletta.

Ingredienti per una o due persone, dipende dalla fame:

  • Spaghetti o altra pasta di vostro gradimento [la quantità dipende dalla fame]
  • un bel mazzetto di aneto in sostituzione del finocchietto selvatico siciliano
  • una manciata di cilantro [foglie fresche di coriandolo]
  • una scatola di sardine [ le brasiliane dell'altro giorno sono enormi - ce ne sono solo due]
  • 3 filetti di acciuga
  • una cipolla piccola o uno scalogno
  • un cucchiaio di estratto di pomodoro [italiano]
  • un cucchiaio di uvetta ammollata e strizzata
  • un cucchiaio di pistacchi tostati e tritati grossolani al posto dei pinoli
  • olio extra vergine di oliva
Per prima cosa bollite mezzo litro d'acqua, spegnete il fuoco, prendete una sardina alla volta con la forchetta e dolcemente lasciatele cadere nell'acqua. Dopo un minuto prendetele delicatamente con la forchetta e mettetele su un piatto. Noterete che olio e scaglie rimangono nell'acqua che butterete mentre le vostre sardine senza olio hanno acquistato il profumo di mare e sono anche diventate digeribili. Questa è una tecnica inventata da me che elimina davvero quell'odore di scatoletta e mi consente di mangiarle più spesso.
  1. Mettete due litri d'acqua nella pentola per cuocere la pasta e quando bolle salatela e versateci l'aneto e il cilantro. Dopo pochi minuti [a me le verdure piacciono poco cotte] toglietele con le pinze e mettetele su di un piatto a raffreddare. Lasciate l'acqua delle verdure nella pentola per cuocere gli spaghetti.
  2. Strizzate bene le verdure e tagliatele fini con un coltello affilato.
  3. Mettete l'olio in una padella grande abbastanza per la pasta, e fateci rosolare le acciughe con la cipolla tritata. Quando diventa dorata aggiungete la verdure tritate e fate insaporire e asciugare.
  4. Aggiungete l'estratto di pomodoro diluito con un poco di acqua delle verdure e fate cuocere qualche minuto. Aggiustate di sale.
  5. Aggiungete infine le uvette e parte delle sardine. Lasciatene mezza per decorare.
  6. Cuocete la pasta al dente nell'acqua delle verdure, versatela in padella e mantecate.
  7. Mettete nel piatto, guarnite con la mezza sardina e i pistacchi.

    Friday, August 27, 2010

    Upma, simil cous cous indiano, rivisitato in italiano



    La semola, che in India si chiama "rava, sooji e semolina", viene usata per innumerevoli piatti, dolci come la famosa halwa, o salati come l'upma o la dosa, e non è altro che la base del cous cous africano o anche siciliano, che in questi giorni, dai vostri blogs, mi sta perseguitando facendomi salivare dal desiderio.
    Stamattina avevo persino deciso di provare a fare il cous cous partendo appunto dalla semola e aggiungendo farina in piccolissime dosi, rollando tra le mani con acqua e poi facendolo seccare, ma non è successo, e io non forzo mai niente! Ho fatto invece una specie di upma, di cui qualche giorno vi darò la ricetta originale indiana, oggi rivisitata da me con ciò che mi trovavo in frigo.

    Il semolino italiano [Bui..i] che talvolta vendono anche qui, e che una volta ho comprato al prezzo di 100, dico cento, volte di più di quello indiano, è molto più giallo e grosso, e decisamente non vedo cosa potrei farci di diverso da quello indiano e quindi indiano sia, il risultato è gustoso e molto simile al cous cous, solo più vellutato.
    Per ulteriori notizie sulla semola/semolina leggete la nota in fondo al post dello Sformato di melanzane.

    Ingredienti per una come me o due meno affamati:
    • 100 grammi di semolino
    • 3 cipolline primavera con un po' del verde [qui ci sono tutto l'anno]
    • broccoli o altre verdure di vostro gradimento - stufate o anche solo al vapore
    • un rametto di foglie di curry o salvia [NON sostituibile con curry in polvere! per carità, NO, vi prego! e mentre rispondevo ai vostri commenti mi è venuto in mente che la salvia fritta potrebbe essere un'ottimo sostituto, ma ripeto, no al curry in polvere che ha un odore/sapore completamente diverso dalle foglie e qui non c'entra per niente]
    • brodo di verdure o di qualsiasi altra natura vi piaccia [io confesso che ho usato il dado italiano]
    • ghee
    • olio extra vergine di oliva
    1. Cuocete o stufate le verdure che vi piacciono.
    2. Mettete una punta di cucchiaio di ghee in una padella e, rimestando in continuazione, rosolate la semola finché diventa quasi color nocciola e comincia a profumare. 
    3. Aggiungete quindi il brodo come per fare un risotto, poco per volta, e continuate a rimestare finché l'impasto pronto comincia a staccarsi dalle pareti della padella. Il risultato è come una polenta asciutta ma dal sapore decisamente molto diverso, e secondo me anche più buono. 
    4. Friggete in un padellino con olio fumante prima le foglie di curry o di salvia che metterete da parte e poi le cipolline a tocchetti.
    5. Combinate in un piatto l'upma con le cipolline e le foglie di curry/salvia, mettete le verdure stufate di fianco e servite la vostra upma italo-indiana.
    Non vi dico quante altre combinazioni si possono fare, ma ve le farò di certo. Per oggi accontentatevi di questo semplice piatto che è appena finito nella mia pancia, soddisfacendo le mie voglie di cous cous.

    Verdure grigliate, bontà tutta italiana made in India



    Che ne ho fatto delle verdure comprate al mercato? Peperoni, melanzane e barbabietole [che qui vendono crude] li ho infornati, tutti insieme il giorno stesso, a grill, lasciando le barbabietole più a lungo, ma poi li ho mangiati separatamente nei giorni successivi.

    Le tre melanzanine le ho bucate con la forchetta, e quando sono diventate morbide, con la buccia bella bruciacchiata, le ho fatte raffreddare, pelate e condite con sale, pepe, olio extra vergine di oliva e origano italiano.
    Semplici e buonissime, le ho schiacciate con la forchetta e messe sul pane abbrustolito, insomma tipo bruschetta. Si capisce che mi piacciono le bruschette?
    A me vengono molto scure, forse per il tipo di melanzana, ma niente di amaro, anzi erano dolcissime.

    I peperoni arrostiti che sono la mia passione li ho conditi solo con sale e olio extra vergine di oliva. Credo che tutti sappiate come farli, infatti l'anno scorso ho postato la ricetta in inglese QUI, a chi serve in italiano?



    Le barbabietole invece le ho rifatte come da questa ricetta QUI.

    Thursday, August 26, 2010

    Lasagne ai funghi porcini e champignon



    Dolce? No grazie! Ma queste lasagne si che me le pappo subito!  Ero in cucina che stavo facendo saltare in padella i funghi perché volevo farmi 3 lasagne [intendo tre strisce di lasagne quelle all'uovo dell'altro giorno] solo per me, quando suona il campanello ed ecco arrivare un'ospite inatteso ma sempre benvenuto, e quindi che faccio? Devo raddoppiare le dosi! Quindi allungo la besciamella con l'acqua di ammollo dei funghi e il resto segue. Ma sapete che mi è venuta più buona del solito perché sono stata scarsa di besciamella e quindi ha fatto una bella crosticina on top?

    Ingredienti per due persone:
    • 6 lasagne all'uovo senza pre-cottura [scatola blu dell'altro giorno]
    • besciamella fatta a occhio tipo per una persona
    • una vaschetta di champignons da 200 grammi
    • una manciatina di porcini secchi italiani
    • tre quarti di dado ai funghi
    • aglio a vostro gusto, io abbondo
    • prezzemolo, l'avrei messo ma non ne avevo
    • parmigiano
    • olio extra vergine di oliva
    • pepe bianco macinato fresco che ha un gusto diverso dal nero e qui ci vuole bianco
    1. Ammollate i funghi porcini, e poi tagliateli a pezzetti da un centimetro [o fate come volete].
    2. Pulite e tagliate e fette gli champignons, tritate aglio e prezzemolo.
    3. Mettete l'olio in padella e quando comincia a fumare aggiungete gli champignons e mescolate bene per farli colorare da tutte le parti per un paio di minuti. Aggiungete il dado tritato insieme ad aglio e prezzemolo e continuate a mescolare per un minuto. Spegnete il fuoco. Non devono fare acqua e il trucco sta nel fuoco alto e mescolare veloce.
    4. Mettete l'acqua di ammollo dei funghi [filtrata] nella besciamella e mescolate per omogeneizzarla.
    5. In una teglia da forno con coperchio adeguato, di un palmo per un palmo, dove ci stanno esattamente due lasagne una accanto all'altra, fate uno strato di besciamella, metteteci sopra le lasagne, ancora un pò di besciamella, parte dei funghi sparpagliati [perché non ne avete molti] e il parmigiano.
    6. Andate avanti fino a che fate tre strati. Finite con la besciamella rimasta, giusto un velo, e una macinata di pepe bianco. Infornate col coperchio (assolutamente) a 180 gradi per venti minuti. Accendete il forno solo sopra, e togliete il coperchio solo alla fine, ma troverete che si è già formata la crosticina.
    Di solito quando cucino per me sto sempre abbondante e finisce che anche in due possono mangiare, ma oggi volevo proprio fare una cosina sfiziosa e limitata per non abbuffarmi, e cosi ho scoperto che mettendo meno roba, addirittura la metà di quanto mi sembrava normale, ho ottenuto un risultato più che soddisfacente, direi quasi perfetto. Devo riconoscere che di solito abbondo troppo.

    Poi la fame comunque non era passata, ho quindi ho preso quattro panini da 25 grammi ciascuno, li ho tagliati a metà, e ho fatto dei crostini, facendoli prima abbrustolire dal lato esterno, spalmandoci poi sulla mollica la tapenade piccante del 15 agosto e ricoprendo con fettine di cheddar.
    Passate sotto al grill, finché il formaggio si è fuso, queste bruschette sono state mangiate con mucho gusto.


    Come dolce finale ho anche servito i due tartufi troppo dolci rimasti, e io, come avevo annunciato, mi sono astenuta.

    Tartufi di cioccolato con noci e dulce de leche




    Ho cercato di mitigare l'eccessiva dolcezza del dulce de leche fatto qualche giorno fa (QUI), mischiandolo con le noci e avvolgendo le palline [difficili da maneggiare] con ganache di cioccolato. Speravo di ottenere dei tartufi croccanti, e invece anche se sono stati in freezer per venti quattro ore [su carta forno] la croccantezza non avviene.

    Ho fatto le palline con dulce de leche e noci e le ho messe nel freezer. Dopo qualche ora vado a vedere e sono tutte "spatasciate" come frittelline. Le ho ricomposte a pallina, raffreddate ancora e velocemente ricoperte di ganache di cioccolato.
    Dopo venti quattro ore di freezer si sono ancora rispatasciate. Riformate di nuovo le palline e ripassate nella ganache hanno finalmente mantenuto la forma a tartufo ma sono rimaste morbide.

    Mi chiedo per quale strana alchimia il dulce de leche nel vasetto in frigo mi diventa durissimo, portato a temperatura ambiente per qualche ora ritorna semi-fluido e poi messo in freezer rimane molle, non e' un mistero? Forse la vicinanza della ganache? Forse avrei dovuto, oltre che inserire le noci intere, tritarne alcune e mischiarle con la ganache? Ricoprirli di cacao amaro? O meglio ancora usare solo cioccolato fondente invece della ganache. Il senno del poi. Esperimento che non intendo continuare.

    Questi tartufi sono troppo dolci per il mio gusto, li offrirò a chi ama il dolce e sono certa che saranno apprezzati.

    Wednesday, August 25, 2010

    Lasagne al pesto con fagiolini



    Le lasagne al pesto per me sono sempre state lasagne cotte al dente condite con pesto normale e servite nel piatto a strati ancora fumanti, in fondo solo una forma diversa di presentazione di pasta col pesto. La prima volta le ho mangiate a Torino e così ho sempre pensato che fosse un rifacimento piemontese della ricetta genovese. Mai fatte prima con la besciamella.

    Questa ricetta di lasagne alla genovese l'ho letta QUI da Ale e mi ha entusiasmato per la bella foto, e anche perché io faccio sempre il pesto con patate e fagiolini e non ho mai pensato di farne lasagne al forno, temevo che con la besciamella sarebbero diventate pesanti, e invece mi sbagliavo, sono leggerissime forse anche perché senza aglio!
    Ho invitato due amici per pranzo e abbiamo mangiato solo quelle, io non faccio mai molte portate come si usa o si usava in Italia, troppa fatica per cucinare e anche per digerire, e queste le ho digerite cosi in fretta che dopo due ore avevo ancora fame. Non oso pensare quello che hanno pensato i miei ospiti, saranno andati a casa affamati?


    Eravamo in tre e quindi ho dimezzato le dosi di Ale e anche modificato leggermente:

    15 lasagne all'uovo della collezione barilla
    parmigiano grattugiato qb
    abbondantissimo basilico fresco [ho usato tutto quello che si vede nella foto del post precedente]
    3 patate medie [le avrei messe ma non ne avevo]
    250 grammi di fagiolini freschi
    olio evo, sale e pepe

    Per la besciamella: 


    45 gr di burro [meno della ricetta originale, in proporzione ne ho messo 60 grammi x chilo]
    45 gr di farina [anche qui ne ho messo 60 grammi x chilo]
    750 ml di latte [250 ml più della ricetta originale]
    1/2 cucchiaino di sale
    noce moscata a piacere

    Ho usato le lasagne che non richiedono pre-cottura - da quando le vendono anche qui alleluja, chi vuole sobbarcarsi il lavoraccio? Quindi non ho seguito il consiglio di Ale su questo punto, ma l'ho voluto seguire per quanto riguarda la cottura un'ora prima e riscaldarle al momento di servirle, perche' mi sembrava comodo anche se a me le lasagne piacciono con il sugo fluido.
    Però uno deve anche provare l'altra faccia della medaglia prima di dire non mi piace, giusto? e solo allora uno rimane saldo sulle sue convinzioni, e non perché è testardo ma perché fa una scelta dettata dall'esperienza. Attenzione che questo però non lo applico a tutto!

    Adesso posso dire con cognizione di causa che a me le lasagne continuano a piacere fluide! anche se per esempio quelle classiche col ragù non le disdegno anche il giorno dopo, quando si sono solidificate e rimettendole al forno fanno ancora più crosticina.
    Sono d'accordo sull'assenza dell'aglio anche se ero tentata di mettercene almeno un pochino, ma ho resistito alla tentazione come una santa e non ce l'ho messo, ne ha guadagnato in leggerezza.

    E adesso vi devo dire anche come farle?

    1. Bollite separatamente le patate a fette [non mi piacciono a dadini come dice la ricetta, anche la forma per me ha un suo significato] e i fagiolini tagliati a 2 cm, al dente.
    2. Fate una besciamella bella liquida se vi piacciono le lasagne fluide, altrimenti andate  a vedere la ricetta originale e seguitela.
    3. Mischiate il basilico [tritato insieme a un poco di olio nel robot] alla besciamella.
    4. Prendete una teglia 26x26 e fate uno strato di besciamella, metteteci sopra le lasagne secche, ancora besciamella e parmigiano e continuate finché avete fatto tre strati.
    5. Finite con la besciamella - io ci ho messo anche dei fiocchetti di burro pensando alla crosticina.
    6. Infornare 30 minuti a 180 gradi come dice l'originale o 20 minuti a 200 gradi come dice la barilla? Io ho fatto 30 minuti ma forse erano troppi, soprattutto visto che vanno riscaldate e la besciamella si è asciugata troppo. Ma poi perché andrebbero riscaldate? Non sono daccordo che diventino più saporite.



    Ora vi dico anche che non dovete seguire alla lettera le dosi indicate da me perché forse io ho sbagliato tutto e ho messo troppa besciamella e anche non abbastanza liquida, forse perché le ho cotte più del dovuto, e di certo non ho usato le stesse lasagnette di cui parla Ale. E allora come la mettiamo? O abbiamo esattamente lo stesso cibo e lo stesso forno o facciamo come ci pare. Sono molto desiderosa di sentire il vostro parere al riguardo.

    A me le lasagne piacciono solo con tre strati non di più, anzi qui ne vedrei solo due, la prossima volta userò nove lasagne e farò la besciamella più liquida. . . insomma, non si possono riprodurre le ricette altrui pensando di ottenere lo stesso risultato, a me non funziona proprio! e a voi funziona?
    Forse vado predicando che bisogna seguire solo le idee e poi fare a modo proprio perché sono una schiappa terribile e non riesco a riprodurre niente, o invece sono un'artista che ha bisogno di seguire sempre e solo se stessa perché le cose mi riescono bene solo se eseguite spontaneamente, non riesco proprio a copiare ma mi piace solo afferrare l'idea della ricetta. A voi l'ardua sentenza!

    Ma per concludere devo aggiungere che i miei ospiti hanno gradito a meno che siano stati troppo educati per dire alcunché di negativo, e a me sono piaciute molto anche se non abbastanza fluide per i mie gusti.
    La foto della fetta rimasta l'ho fatta dopo qualche ora e quindi sembra anche molto più asciutta.

    Giuro che non intendevo fare una review ma nella mia vita gli eventi succedono senza che io possa fermarli, anzi sono trascinata dalle acque e mi piace andare con la corrente, anche se questo alla fine significa andare "controcorrente".


    Tuesday, August 24, 2010

    Tornando dal supermercato con la spesa


    coriandolo pistacchi cardamomo verde cannella uvetta

    Questo è un post fotografico per soddisfare le vostre curiosità, e ovviamente questo è solo quello che ho comprato oggi, mancano infatti un sacco delle cose abituali che già avevo in casa.
    Le foto dal rickshaw sono mosse perché il traffico era tale non potevo certo dire all'autista di fermarsi e mi sono persa le bufale! accipicchia quelle si erano belle da vedere, pacificamente andavano come se non fossero nemmeno nel traffico caotico, ma erano dall'altra parte della strada e avevo la macchina fotografica chiusa in borsa, e fu allora che ricordai di averla portata e cominciai a fare le foto che vedete.


    una donna in sari e il venditore di camicie


    non mi piace fotografare le persone in faccia, la vivo come un'invasione della privacy e qui volevo fare la foto al rickshaw

    Sunday, August 22, 2010

    Basmati con broccoli, cheddar e pancetta italiana


    Devo assolutamente citare che la pancetta è italiana e l'ho mangiata con gusto, riscattando quel famigerato giorno in cui credevo di aver fatto lo stesso tipo di ricetta ma che invece mi ha regalato la solita legnata  l'ennesima lezione del vivere in India.
    Questa ricetta si basa sull'accostamento dei sapori basmati-pancetta-cheddar che secondo me sono armoniosi e si possono anche integrare con altri ingredienti insoliti di cui vi dirò in seguito.
    Di solito compro il bacon importato che si trova facilmente ma è davvero difficile trovarlo di qualità o perlomeno con un buon sapore, mi pare sempre troppo affumicato, questa pancetta italiana invece è solo leggermente affumicata al confronto e dal sapore incomparabile.

    Saturday, August 21, 2010

    Dulce de leche a bagnomaria!

    f

    Devo premettere che non sono un'amante del dolce, ma certe dolcezze mi acchiappano lo stomaco e la lingua e non so dire di no,  per esempio i cannoli siciliani e le sfogliatelle napoletane primeggiano in cima alla lista ma anche i classici da pasticceria come cannoncini e bignè, oppure un bel gelato alla panna o alla crema per farci l'affogato al caffè. Tutto il resto non mi interessa, cioè le torte proprio non mi acchiappano, e il dolce entra nella mia vita solo quando ne ho una carenza tale che mi sembra di svenire, e no, non ho il diabete, semplicemente il dolce per me non è abbastanza attraente in nessun senso e le quantità di zucchero che compro sono irrisorie.
    Quando ero bambina però mi piacevano le caramelle mou, e la prima volta che ho visto il dulce de leche, intorno a due anni fa, ho subito pensato alle mou, e non sbagliavo. Ci ho messo due anni prima di farlo, per varie ragioni, e la prima è che mettere la lattina nella pentola a pressione sia pure coperta completamente dall'acqua, mi spaventava, anzi mi spaventa ancora. Sarà perché non mi fido delle lattine made in India? Si, forse le ritengo pericolose e pronte a scoppiare, perché non "possono" essere fatte cosi bene da tenere la pressione, non c'è niente di fatto davvero bene qui, o perlomeno non l'ho mai trovato.

    Tralasciando l'allucinante rimestare per due ore il latte con lo zucchero [due parti di latte e una di zucchero] mi sono messa a cercare su internet e ho trovato che si può fare anche facendo due buchini con chiodo e martello sulla lattina, mettendola dentro una pentola con acqua in ebollizione, ma no, non mi piaceva l'idea che il latte uscisse dai buchini e finisse nell'acqua e poi il fondo della lattina si incrosta o quantomeno forma uno strato molto denso, no no, dovevo trovare la cosa semplice e perfetta, perché la perfezione è sempre semplice

    Ho pensato quindi di guardare qualche video argentino e finalmente si e' accesa la lampadina! Non ho capito niente di quello che dicevano ma l'immagine è sempre miracolosa e spiega meglio delle parole.

    A bagnomaria! ecco la soluzione antica e perfetta. Non finisce qui perché ho anche scoperto che occorre aggiungere un pizzico di sale e del bicarbonato di soda. In un video si vedeva questa donna che infilava la mano nella scatola del bicarbonato e per ben tre volte lo aggiungeva al latte sul fuoco, non facendo però vedere niente della quantità anzi sembrava che lo nascondesse, ammazzate oh! ma cercando cercando ho capito che mezzo cucchiaino poteva andar bene

    Ingredienti:
    • una lattina di latte condensato
    • un pizzico di sale
    • mezzo cucchiaino di bicarbonato
    • un cucchiaio di essenza di vaniglia [vedi QUI nel mio post sui tartufi come si fa in casa]
      1. Mettere una pentola piena d'acqua sul fuoco a bollire, appoggiandoci sopra una ciotola in vetro resistente o acciaio che tocchi l'acqua e che sia abbastanza grande, almeno cinque volte il volume del latte condensato! Perché altrimenti vi trovate la sgradita sorpresa delle cascate del niagara appiccicose sulla vostra cucina.
      2. Versare il latte condensato nella ciotola aggiungendo la vaniglia, il sale e il bicarbonato.
      3. Lasciar cuocere per novanta minuti circa [ io ho messo la pentola sul fuoco all'una e trenta e finito alle tre e quaranta. .  . troppo!!!] e rimestare di tanto in tanto, solo verso la fine state li a guardare e sentire con il mestolo quando sarà pronta.
      Non so se il bicarbonato fa gonfiare così tanto il latte che ne aumenta il volume almeno di quattro volte oppure se anche senza bicarbonato succede la stessa cosa, ma questo gonfiore aiuta moltissimo il rimestare perché rende il latte leggero.
      Non so nemmeno esattamente dirvi quando è pronto ma è un po' come per la marmellata, mettetene un poco in un piattino e vedete come cola, non deve essere troppo denso altrimenti dopo si indurisce come un caramello e va messo di nuovo a bagnomaria [col vasetto stesso] per farlo liquefare ancora.
      Cosa che io sarò costretta a fare visto che è diventato come un mattone! all'anima della perfezione, ho ottenuto una caramellona mou.

      La ciotola di vetro ve la consiglio per la pulizia finale semplicissima, basta riempirla d'acqua!


      Friday, August 20, 2010

      Curry di gamberi al verde con piselli



      Sono certa che vi sorprenderà sapere che le teste di gambero fritte vengono servite nei ristoranti giapponesi mentre in India ci fanno il curry. La stranezza di questa ricetta sta tutta nelle teste cotte!
      Per capire meglio da dove arriva questa cosa di cucinare le teste vi invito a leggere questo post dell'anno scorso Gamberoni dove parlo appunto di questo.

      Le teste di gambero non sono proprio come le cavallette che si mangiano in Cina, anche se un poco ci somigliano, e io ho sempre mangiato le teste dei gamberetti piccoli fritti quindi la cosa non mi disturba, e poi erano molto fresche e soprattutto le ho pulite con le mie mani.
      La ricetta l'ho inventata al momento con quello che avevo in frigo, al mio solito, e vi assicuro che è venuta buonissima.

      Questo è un post diverso dal solito anche perché atteso [aiuto! siete in troppi ad aspettare la ricetta!] e con sorpresa annunciata, quindi devo dargli un tocco insolito e spero piacevole per chi mi legge.

      La foto sotto il titolo è il risultato finale ma oggi vi faccio anche vedere i vari passaggi con le foto.




      Dopo aver pulito i gamberi che avete visto nella foto di ieri, e che ripropongo qui sopra,  ho pulito anche le teste [che stavo per buttar via] tagliando con le forbici la zona occhi [non mi piace mangiare mentre mi guardano ah ah], e ripulendo, sotto il filo dell'acqua corrente, tutto ciò che stava dalla parte opposta dove comincia il budellino, credo quindi che quella roba sia qualcosa che sta tra lo stomaco e il cervello - eliminata per bene anche se non puzzava proprio per niente.


      Poi ho preparato gli altri ingredienti secondari ma altrettanto importanti, e come vedete vi ho inserito pure i nomi nella foto. Non ho avuto bisogno di pensarci troppo infatti questi sono gli ingredienti di ordinaria amministrazione qui, a parte il lemongrass che non è molto usato in India se non per fare un tè che si fa semplicemente versando acqua bollente sopra il lemongrass tagliato come si vede nella foto, ed è ottimo per ridurre la febbre, i crampi allo stomaco e anche l'artrite.




      Il tamarindo secco, che si vede nella ciotola in ammollo, è un ingrediente comunissimo in India e serve a dare quel gusto agro che noi otteniamo con il vino o l'aceto. Ha esattamente il profumo dello sciroppo di tamarindo che sono certa conoscerete e un gusto acidulo molto piacevole. Anni fa mi sono trovata sotto un albero di tamarindo, seduta su una panchina in un parco, e riconoscendo il tamarindo ho provato ad assaggiare i frutti che penzolavano proprio sopra la mia testa. Buoni!


      Lo so che mi chiederete ma dove lo trovo il lemongrass? e dove lo trovo il tamarindo? e le foglie di curry? Mi rendo conto che non vi sto proponendo una ricetta con ingredienti facili da reperire in Italia, ma allora che devo fare? proporvi ricette italiane eh?  scherzi a parte, ma lo sapete che io non riesco quasi mai a fare le ricette che proponete voi e mi diventa difficilissimo commentare i vostri posts?

      Abbiate pazienza, mettetevi un attimo nei miei panni, e lavorate di fantasia immaginandovi il gusto del lemongrass come parente della citronella che senz'altro conoscete.

      Ecco la foto, si usa solo la parte bianca bulbosa ma la mia donna delle pulizie fa il tè anche con il fusto, che io non bevo. Si capisce che è lungo quasi un metro?



      Ecco ora la ricetta e gli ingredienti per una o due persone:
      • una ventina di teste di gamberoni e/o tutti i gamberi che volete - i miei erano sette solo per me 
      • una cipollina fresca con un poco di parte verde
      • un rametto di foglie di curry
      • una noce di tamarindo secco ammollato
      • un peperoncino verde piccante senza semi [ma se vi piace extra piccante lasciateli]
      • aglio a vostro gusto [vedete come sono piccoli gli spicchi indiani?]
      • un paio di cm di zenzero [no zenzero in polvere]
      • un bulbo di lemongrass tagliato a fettine sottili
      • una tazzina di latte di cocco
      • un pizzico di curcuma
      • sale e pepe
      • una manciata di piselli freschi 
      • olio di semi
      1) Fate un battuto, tritando con un coltello tipo asiatico [in italiano si chiama mannaia], le foglie di curry, l'aglio, lo zenzero, il lemongrass, il peperoncino e la cipollina che nella foto non esiste perché mi è venuta in mente dopo.

      2) Mettetelo in padella con l'olio e fate rosolare bene, aggiungendo poi la curcuma e le teste. Fate insaporire. Salate e pepate, non troppo, aggiusterete il sale alla fine, state scarsi.



      3) Strizzate la polpa di tamarindo tra le dita e lasciatela dissolvere nell'acqua di ammollo, filtratela con un colino e versatela in padella. Continuate la cottura a fuoco dolce.

      4) Aggiungete il latte di cocco e i piselli. Cuocete fino a che i piselli sono pronti, e se necessario aggiungete acqua o fate restringere il sugo. Aggiustate di sale e date una spolverata di pepe.



      5) Alla fine metteteci i gamberi e considerate la cottura a secondo della grandezza, devono comunque cuocere pochissimo, lo sapete di sicuro.

      6) Servite con riso basmati bollito a cui avrete aggiunto nell'acqua, prima della cottura, un mezzo cucchiaino di semi di cumino tostati in un cucchiaio di ghee, e il ghee stesso.

      Per la cronaca ci ho messo di più a scriverlo che a farlo!!!

      E non è ancora finita visto che qualcuno vuole anche vedere i gamberi fritti che ho mangiato prima del curry, come antipasto, con mayo e wasabi.
      Eccoli qui, semplicissimi, infarinati, passati nell'uovo sbattuto e poi nel pangrattato ma prima di tutto infilzati negli spiedini di legno per non farli arricciare.
      Ho fatto pure il pangrattato che sembra panko, il pangrattato giapponese! Che ne dite?


      Ma secondo voi va bene mettere qui anche la ricetta del dulce de leche? Noooooooooo please . . . anche perché sono stanca, sono le 11 della notte, e non ho ancora preparato le foto anzi non le ho nemmeno ancora scelte. Poi oggi la connessione mi ha fatto disperare e ancora adesso sta facendo i capricci.

      Un bacio a tutti e grazie per la vostra pazienza.

      Che compro quando vado al mercato?



      L'altro ieri ho trovato chiuso il supermercato dove vado di solito, stavano traslocando nei locali accanto più grandi, finalmente, e allora sono andata ai mercati generali, un pochino più lontano, in effetti dovrei andarci più spesso perché ho trovato verdure fresche oltre ai famosi gamberi.
      Tornata a casa le ho messe sul ripiano della cucina per lavarle prima di metterle in frigo, e vedendole tutte belle in mostra ho pensato di fare le foto per il blog.


      qui ci sono le carote indiane lunghe e rosate, molto dolci rispetto alle nostre ma al centro sono legnose quindi le compro solo quando non trovo le altre che qui son considerate straniere, le zucchine rarissime da trovare, il coriandolo fresco e la menta invece ci sono tutto l'anno


      e gli asparagi che mi piacciono molto, anche questi considerati esotici, spesso sono rinsecchiti o non ci sono del tutto, ma oggi erano belli


      QUI si trova il post con le foto "tornando dal supermercato".

      E infine eccovi anche l'anteprima dei gamberi, a mano a mano che li pulivo mettendoli nel piatto sono diventati come un fractal . . . e va bene, la ricetta segreta arriva domani.



      Carne con piselli e funghi italiani



      Giornata uggiosa mi ha ispirato lo spezzatino coi funghi, che ho portato dall'Italia, con i piselli freschi e le erbe, rare da trovare qui, che ancora odoravano nel mio frigo. Voi penserete che sia un cibo invernale ma qui non esiste l'inverno e quindi il concetto di certi cibi legati alle stagioni qui in India non funziona.
      Ci sono però altri criteri che sarebbe lungo da spiegare in due righe e che quindi rimando a tempi migliori.

      Ingredienti per due o tre persone:
      • 350 grammi di carne a cubetti da due cm
      • una cipolla media
      • aglio e zenzero a vostra scelta [non usate zenzero in polvere, piuttosto niente]
      • erbe fresche - io avevo prezzemolo, salvia, timo e maggiorana 
      • una foglia d'alloro
      • funghi secchi ammollati
      • una ciotolina di piselli
      • 2 pomodori pelati
      • vino bianco
      • 1 dado ai funghi porcini [anche questo portato dall'Italia]
      • 4 patate piccole
      • olio extra vergine di oliva 
      1. Rosolare lo spezzatino nell'olio, aggiungere la foglia d'alloro, la cipolla tritata, metà dell'aglio e lo zenzero e continuare a cuocere fino a che la cipolla è trasparente. Versare il vino e farlo evaporare.
      2. Mettere tutto nella pentola a pressione [io devo farlo perché altrimenti la carne rimane sempre dura], aggiungere i pelati e metà delle erbe, il dado ai funghi e l'acqua filtrata dei funghi ammollati. Far cuocere finché la carne è tenera.
      3. Aprire la pentola, aggiungere i funghi e i piselli e continuare la cottura a pentola scoperta fino a che i piselli sono cotti.
      4. Rosolare le patate con l'olio in una padella larga col coperchio, finire di cuocerle scoperte, e solo alla fine aggiungere il sale, le erbe e l'aglio.
      5. Servire insieme la carne con le patate.
      Oggi non mi andava di postare ancora gamberi, quindi vediamo domani se mi va. 
      Intanto sono seduta in cucina con il dulce de leche che sta borbottando alle mie spalle e dopo tante indecisioni su quale metodo adottare finalmente ne ho scelto uno che magari domani vi racconto.



      Thursday, August 19, 2010

      Spaghetti al pomodoro con gamberi e timo



      I gamberi che si vedono in foto sono troppo grossi per questa ricetta che io vedrei meglio fatta con gamberetti piccoli e teneri, ma ben vengano anche quelli grossi, infatti cara grazia che li ho trovati, li ho fatti anche fritti.

      Tuesday, August 17, 2010

      Spaghetti marinari al peperoncino verde


      Questo è un piatto che faccio spesso con le acciughe sott'olio come ingrediente di  base ma ogni volta sempre diverso perché cambio gli ingredienti secondari.

      Ingredienti per una persona:
      • 100 grammi di spaghetti più o meno a secondo della vostra pancia
      • 3 filetti di acciuga sott'olio
      • mezzo bicchiere di vino bianco
      • 2 peperoncini verdi piccanti
      • 3 mezzi pomodori confit o più se usate quelli piccoli - vedi qui come farli  Pomodori al forno
      • una manciata di foglie di prezzemolo [eliminate i gambi]
      • 1 spicchio di aglio
      • pangrattato fatto in casa non troppo fine
      • olio extra vergine di oliva

      Sunday, August 15, 2010

      Il curry: un'invenzione inglese!



      Come accennavo in un commento dell'altro giorno, il curry, inteso come miscela di spezie, in India non esiste, ma esistono tantissime varianti di miscele [masala] di spezie che vengono scelte o preparate al momento a secondo del piatto che si cucina e della regione in cui si vive. Le foglioline che si vedono in foto insieme alle spezie sono le kari patta [curry foglie] dell'albero di curry (Murraya koenigii) che vengono usate molto al sud dell'India nei vari piatti di curry e non, ma non sono un ingrediente delle polverine che vendono in Occidente col nome curry.

      Tutto comincia con i portoghesi che arrivano in India a Goa all'inizio del XV secolo e, giusto per parlare solo dell'aspetto culinario, portano i peperoncini piccanti che gli indiani non conoscono, l'aceto e la loro ricetta del maiale cotto nell'aceto, con tanto aglio. I cuochi locali ci aggiungono le loro spezie e nasce il primo curry della storia. Più breve di così come facevo a raccontarvelo?

      Gli inglesi arrivati subito dopo imparano dai portoghesi la parola kari o karil che nel sud dell'India si riferisce a spezie usate  per alcuni piatti di carne e vegetali e la scrivono curry. Mentre i cuochi locali che servivano i conquistatori cominciano a mischiare le loro spezie alle sciape zuppe inglesi, creando piatti che solleticano il palato degli invasori che vogliono essere in grado di portarsi in giro i nuovi sapori durante i loro spostamenti. Gli inglesi inventano quindi questa polvere a Madras e la producono per esportarla in tutto il loro impero, portandola anche in giro per l'India dove viene arricchita e modificata dai cuochi locali.
      E la fusion continua al punto che nel 2001 il pollo tikka masala diventa il piatto nazionale inglese. Il tè d'altronde diffuso in India dagli inglesi durante la dominazione diventa la bevanda nazionale indiana.

      Gli inglesi intorno al 1900 portano il curry anche in Giappone, e anche qui il curry diventa molto popolare, lo chiamano karē raisu, e qui ci trovate la mia ricetta.

      Adesso basta con la storia sia pur brevissima e passiamo alle spezie del curry [che non esiste!] che vi raccomando di tostare e macinare ogni volta che fate una ricetta indiana. E si lo so, l'altro giorno in un commento vi ho detto che potevate conservarla per quindici giorni, ma l'ho detto perché è sempre meglio dei mesi o addirittura anni a cui siete abituati, e non volevo spaventarvi.
      La verità è che la bontà si ottiene solo al momento e non si conserva. Dimenticatevi delle scatoline piene di polvere che tenete nella vostra cucina per tempi indeterminati [che non voglio sapere] e cominciate a comprare in piccole dosi tutti i semi che trovate, le stecche di cannella e i fiori legnosi di anice. Per la curcuma e lo zenzero si fa l'eccezione perché non credo che da voi si venda la radice secca, ma attenzione che sia macinata a bassa temperatura, sul pacchetto troverete scritto "low temperature grinding". E no, non faccio nessun business di spezie.



      Questa la ricetta del curry che faccio regolarmente con le spezie che vedete nella foto qui sopra.

      Mettere in un padellino a tostare leggermente (scaldare appena):
      • 1 cucchiaio di semi di coriandolo [possibilmente verdi]
      • 1 cucchiaio di semi di cumino
      • 1/2 cucchiaino di semi di fieno greco
      • 1/2 cucchiaino di semi di finocchio
      • i semi di 2 cardamomo verdi
      • 3 chiodi di garofano
      • 1 pezzetto di cannella
      Aggiungere:
      • 1/2 cucchiaino di curcuma solo alla fine 
      Macinare molto finemente facendo delle pause per far raffreddare il macinino e poi passare al setaccio per eliminare le parti dure residue. Vi consiglio proprio di fare quest'ultimo passaggio anche se vi sembrerà inutile.


      Io le spezie le tengo nei vasetti ben chiusi in un cassetto al buio, infatti non devono stare alla luce, e nelle cucine indiane stanno in ciotoline di acciaio dentro una scatola di latta che viene aperta solo quando si cucina.

      Queste che seguono invece sono altre 2 varietà di curry dal mio libro di ricette indiane che voi potete mischiare a piacimento una volta capito come ottenere il gusto desiderato. Noterete che i semi di coriandolo sono sempre in maggioranza, e che esiste anche una netta distinzione di sapori tra le due miscele.

      Curry di Madras (sud India) 
      • 25  grammi semi di coriandolo
      • 25  grammi semi di cumino
      • 10  grammi di peperoncino piccante rosso
      • 6   grammi di semi di cardamomo
      • 7   grammi di pepe nero
      • 7   grammi di fieno greco
      • 5   grammi di senape nera
      • 2   pezzi di macis
      • 10 grammi di zenzero in polvere
      • 7   grammi di curcuma
      Curry del nord India
      • 25  grammi semi di coriandolo
      • 2,5 grammi di cannella
      • 2,5 grammi semi di cardamomo
      • 5    grammi chiodi di garofano
      • 1    grammo semi di cumino
      • 1    grammo noce moscata
      • 1    grammo di macis
      La regola sarebbe di tostare leggermente (scaldare appena) i semi di coriandolo e cumino separatamente, aggiungere solo alla fine le altre spezie e le polveri quando le spezie si sono raffreddate, macinare poi tutto insieme e passare al setaccio prima di usare o conservare. Attenzione a non bruciare.
      Ma sinceramente per quantità piccole vi suggerisco di scaldare per qualche minuto a fuoco bassissimo tutto insieme, eccetto le polveri che aggiungerete solo alla fine.

      Oggi vi offro anche il fiore profumatissimo del frangipani che ho fotografato nel giardino di fronte a casa mia, in India si chiama Champa.



      E siccome oggi in India è la festa dell'indipendenza vi offro pure un assaggio dell'inno nazionale indiano composto dal grandissimo A.R. Rahman che nel video fa una piccola apparizione 0:54 e poi alla tastiera sullo scoglio 2:27, e infine 5:00.

      Happy Independence Day!

      Friday, August 13, 2010

      Linguine al curry con pancetta e zucchine



      Questa è la prima volta che uso il curry con la pasta e devo ammettere che per anni mi sono rifiutata anche di provare, avevo qualche perplessità perché il curry "deve" essere abbinato al riso altrimenti è come mettere il ketchup sulla pasta, o così pensavo, e invece mi son dovuta ricredere ed eccomi con questo nuovo esperimento ben riuscito, almeno per i miei gusti difficili.

      La ricetta è nata perché ho trovato al supermercato questa pancetta tesa italiana e di certo non mi sono frenata dal comprarla nonostante il prezzo che non vi dico. Dovevo farci qualcosa di appetitoso. Anche perché uno pensa che il bacon, molto più facilmente reperibile qui, sarebbe poi la stessa cosa della pancetta affumicata, e invece no, niente affatto, vi assicuro che non è la stessa cosa, provare per credere.

      Vi consiglio di tagliare la pancetta a quadratini più piccoli di quelli della foto, e la prossima volta lo farò anche io, così è stata decisamente troppo salata per i miei gusti, ma io mangio quasi senza sale e quindi sappiatevi regolare.

      Ingredienti (per le dosi fate voi tanto lo so che ve la cavate benissimo, io ho fatto tutto a occhio):
      • linguine
      • pancetta italiana tesa affumicata
      • uova
      • curry (segue ricetta)
      • parmigiano Reggiano
      • zucchine
      • tanto pepe fresco appena macinato
      • olio extra vergine di oliva
      • burro
      • acqua e qualche goccia di limone
      1. Tagliare la pancetta affumicata a dadini e farla rosolare con pochissimo olio finché è bella croccante. Metterla da parte per la guarnizione finale.
      2. Nell'olio rimasto in padella rosolare anche le zucchine tagliate a fettine sottili e metterle da parte per dopo. Io purtroppo mi sono sorbita la solita cucuzza [lauki-lagenaria], e che ci devo fare?
      3. Sbattere per bene le uova con qualche cucchiaio di acqua e qualche goccia di succo di limone, il parmigiano e tanto pepe macinato fresco. Devono diventare liquide.
      4. Mettere un pezzo di burro in padella e quando è sciolto aggiungere il curry che deve appena rosolare.
      5. Alla fine scolare le linguine, anzi prendere le linguine, appena cotte al dente, con la pinza per spaghetti e metterle in padella, avvolgendole bene nel burro finché son tutte colorate di giallo.
      6. Versare a filo le uova sbattute e continuare a rigirare le linguine, ovviamente sul fuoco. Ma evitate di fare le uova strapazzate!
      7. Mettere nel piatto le linguine e guarnirle con le zucchine e la pancetta, spolverandoci sopra pepe fresco e parmigiano.
      Vi viene la tentazione di chiamarla carbonara al curry?


      La ricetta del curry:

      Mettere in un padellino a tostare leggermente:
      • 1 cucchiaio di semi di coriandolo [possibilmente verdi]
      • 1 cucchiaio di semi di cumino
      • 1/2 cucchiaino di semi di fieno greco
      • 1/2 cucchiaino di semi di finocchio
      • 2 cardamomo verdi
      • 3 chiodi di garofano
      • 1 pezzetto di cannella
      Aggiungere:
      • 1/2 cucchiaino di curcuma solo alla fine per non bruciarla
      Macinare molto finemente facendo delle pause per far raffreddare il macinino e poi passare al setaccio per eliminare le parti dure residue. Vi consiglio proprio di fare quest'ultimo passaggio anche se vi sembrerà inutile.

      Wednesday, August 11, 2010

      Tapenade piccante con erbe fresche



      Avevo due mezzi vasetti di olive greche e spagnole e uno di jalapeño che non riuscivo a finire, più un bel po' di erbe fresche eccezionalmente trovate al supermercato, che fare? la tapenade mi è sembrata la soluzione perfetta e infatti se vi piace il fresco piccante questa salsina fa per voi.
      Il jalapeño, un peperoncino piccante verde che trovo qui importato dalla Spagna in forma di sottaceto leggero, si può sostituire con peperone verde sbollentato per qualche minuto in aceto, ma allora non sarà molto piccante e potete aumentare la dose dell'altro peperoncino piccante verde.

      Non mettete sale, infatti io ho addirittura messo le olive a bollire dolcemente in abbondante acqua per qualche minuto per eliminare parte del sale, e le ho poi sciacquate per bene.

      Ingredienti:
      • olive verdi snocciolate - 200 grammi circa
      • jalapeño - 100 grammi circa 
      • pasta di acciughe - 10 cm circa
      • buccia di arancia candita - un pezzetto 
      • peperoncini piccanti verdi senza semi - 3 [dipende da quanto piccante vi piace]
      • lime - succo di un lime
      • aglio - uno spicchio o anche più
      • capperi - un cucchiaino o anche più
      • pepe macinato fresco a vostro gusto [potete aggiungerlo anche dopo]
      • erbe fresche [salvia, basilico di 4 tipi diversi, prezzemolo, timo, tarragon, menta, coriandolo]
      • olio extra vergine di oliva
      • sale niente perché le olive son già salate
      1. Per facilitare l'aspetto granuloso tritate l'arancia candita insieme all'aglio e alle erbe prima di metterle insieme al resto nel food processor, così si pulsa di meno, e con uno spruzzo di lime per evitare che si anneriscano.
      2. Mettete tutto nel food processor [robot] e usate solo il bottone del pulse altrimenti la salsa diventa troppo omogeneizzata.  Aggiungete l'olio poco a poco.
      Per le erbe fresche usate ovviamente solo cio che vi piace, ma io ho scelto di mettere il timo in maggior quantità rispetto al resto, e per favore non pensate di metterci il curry visto che a qualcuno è venuta questa idea bislacca.

      Come primo assaggio l'ho provata con il labneh [clicca il link] e col chapati e sono molto soddisfatta del risultato.



      Qualche giorno dopo ho usato questa tapenade per fare dei crostini col cheddar e anche questi sono venuti appetitosi e goduriosi.


      Tuesday, August 10, 2010

      Tortino di verdure estive di Sabri



      Questo è il  Tortino di verdure estive al forno di Sabri che vi consiglio di provare e che ho potuto fare anche perché ha tutti ingredienti reperibili in India. Acc. . . non proprio tutti infatti ho dovuto sostituire le zucchine con la cucuzza [lauki] che però ho grigliato per migliorarne il sapore e salsa di pomodoro invece dei pomodori che in questo periodo sono peggio del solito. Vabbè poi non avevo abbastanza ingredienti e quindi ho aggiunto anche una cipolla, un peperone rosso, un pezzo di cavolfiore tagliato a fette e grigliato e dulcis in fundo nel mezzo ci ho messo uno strato di fettine sottili di paneer. Alla fine l'ho fatto troppo ricco, anche di Parmigiano ho abbondato, e come potete vedere dalla foto le patate dell'ultimo strato si sono afflosciate, forse le ho tagliate troppo sottili! Sabri te l'ho rovinato! ma il gusto era buonissimo e con l'origano italiano profumatissimo di certo non poteva venire male.


      Eccolo l'origano che mi son portata dietro dall'Italia in una vaschetta da gelato di mezzo chilo, ripulito dagli steli [ma perché nelle vaschette ci ficcano tutti quegli steli senza fiori inutili?] e pressato bene per farcene stare tanto. Mai abbastanza perché 200 grammi sono niente ed è già notevolmente calato.
      Io ho fatto l'errore di versare alcuni fili di troppo di olio fra i vari strati e ovviamente mi è venuto troppo unto, quindi vi consiglio di usare un filo che sia un filo oppure di aggiungere l'olio con un cucchiaio, la mia bottiglia fa un filo troppo grosso!
      Comunque sbagliando si impara e questo tortino è certamente da rifare con meno ingredienti seguendo la ricetta di Sabri con molta attenzione.

      Friday, August 6, 2010

      Hasselback deliziose patate svedesi


      Ricetta svedese inventata nel ristorante da cui prende il nome, a dir poco scenografica. Queste patate sono un accompagnamento molto elegante e facilissime da fare, infatti c'è pure il trucco per tagliarle senza sbagliare, mettendo la patata tra due mestoli di legno il coltello si ferma ad un centimetro dal fondo.

      Che devo dirvi di più? Basta guardarle e avrete capito tutto. Si possono tagliare a metà se sono grandi oppure eliminare una fettina e appoggiarle sulla parte piatta.

      Io le ho condite molto semplicemente con burro salato e pepe, mettendoci in mezzo dell'aglio a fettine.
      Infornate per 40 minuti a 180ºC.
      Se la pelle delle patate è sana non pelatele ma spazzolatele soltanto sotto l'acqua corrente.

      Poi fate volare la fantasia e troverete che le varietà di condimento sono pressoché infinite tra burro, olio, aglio, erbe, spezie, aromi, pangrattato, paprika e cumino, parmigiano o altro formaggio, fate voi come meglio vi gusta.

      Avevo anche delle barbabietole che però ho condito con l'olio invece del burro e presto farò anche le patate dolci. Che altro si può cucinare con questo metodo?

      Thursday, August 5, 2010

      Onigiri con tonno


      Oggi rifacciamo un giro in Giappone con gli Onigiri, triangoli di riso farciti al centro con vari ingredienti tipici giapponesi come le prugne umeboshi o le scaglie di pesce katsuobushi, ma anche tonno in scatola e maionese. Si possono anche fare a palla, la mia scelta di oggi, e ricoprirli completamente con un foglio di alga nori tostato. Buonissimi, li ho divorati in un battibaleno.
      Il riso dei sushi è condito con aceto e zucchero mentre per gli onigiri si usa semplice riso bollito.

      Ingredienti:
      • riso giapponese bollito senza sale [ma io ho dovuto usare il basmati e son venuti bene]
      • tonno in scatola sotto olio
      • maionese
      • nori
      • wasabi [opzionale]
      • pasta d'acciughe [opzionale]



      Per evitare che il tonno sia troppo unto e scivoli, io lo sciacquo con acqua bollente e lo faccio scolare.
      Ricordatevi che negli onigiri non si mette aceto e zucchero come si fa per i sushi, ma se vi piace farlo vi assicuro che non ve lo impedisco, talvolta lo faccio anche io.
      1. Preparare la salsa con maionese, wasabi e pasta d'acciughe, oppure con maionese e senape, ma si può usare anche solo maionese.
      2. Bollire il riso e stenderlo su un piatto a raffreddare.
      3. Fare le palle di riso è più semplice cha fare i triangoli e io avevo molta fame quindi ho bagnato le mani e, come per fare gli arancini siciliani, ho preso il riso, ho messo il tonno e la salsa in mezzo e ho ricoperto con altro riso formando una palla poco piu piccola di un pugno.
      4. Tostare il foglio di nori, tagliarlo a strisce larghe e avvolgerle intorno al riso, ma attenzione, solo prima di mangiarli altrimenti l'alga assorbe l'umido del riso e diventa molliccia.
      5. Mangiare a morsi! Sentite il croccante dell'alga e deliziatevi con questo classico tramezzino giapponese.


      Ed eccovi anche un video in italiano che spiega come fare gli onigiri classici a triangolo:


      Sunday, August 1, 2010

      Potato bhaji - Noccioline per digiuno


      Gli indiani digiunano spesso per motivi religiosi o spirituali e quindi mangiano leggero, senza aglio,  cipolla o peperoncino rosso [si usa solo il verde] e le noccioline ci sono sempre.
      A me piacciono le ricette del digiuno per la loro semplicità [presto ve ne darò qualche altra] e questo è anche un modo per reintegrarmi il più rapidamente possibile.

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