Thursday, December 30, 2010

Masoor dāl curry con uova sode



Una zuppa di lenticchie [masùr] molto piccante e anche insolita per via delle uova sode che strano ma vero si sposano perfettamente. Questa potrebbe essere una ricetta alternativa al pranzo di mezzanotte o il piatto speciale di capodanno per stare con la tradizione delle lenticchie portatrici di ricchezze.

♥♥♥♥♥♥ Auguri a tutti di buon anno e tanta felicità ♥♥♥♥♥♥ 

Ingredienti per due persone:
  • 100 grammi di lenticchie decorticate [ma potete usare anche quelle intere]
  • 1 carota piccola
  • 1 zucchina [io ho usato un pezzo di cucuzza/lagenaria]
  • 1 cipolla media
  • 1 spicchio d'aglio
  • 2 cm di zenzero
  • 1 cucchiaino di curry [vedi qui tre ricette]
  • peperoncino piccante
  • peperoncino del Kashmir
  • 1 pomodoro fresco o seccato al forno [oppure un cucchiaino di estratto ma non usate i pelati]
  • 2 uova
  • sale
  • olio di semi
  • pane (gluten free) tostato nel ghee oppure riso bollito
  1. Lavare le lenticchie in una ciotola sotto l'acqua corrente fino a che l'acqua rimane pulita e senza schiuma. Metterle in pentola con un litro d'acqua, la carota e la zucchina grattugiate. Cuocere nella pentola a pressione o nel vostro solito modo.
  2. Per cuocere le uova mettere l'acqua in un pentolino e appena bolle aggiungere le uova. Farle bollire a fuoco bassissimo per dieci minuti. Raffreddare sotto l'acqua corrente per fermare la cottura e poi sgusciare.
  3. Fare un pesto di aglio e zenzero nel mortaio, e tagliare a dadini la cipolla e il pomodoro.
  4. Mettere l'olio in un pentolino e fate rosolare bene aglio e zenzero fino a che diventano dorati, non bruciare, aggiungere la cipolla e continuare a stufarla fino a che diventa trasparente.
  5. Aggiungere il curry, i peperoncini e il pomodoro e cuocere fino a che l'olio si separa. Versare questa salsina nel dāl appena cotto e continuare la cottura fino alla consistenza desiderata. Aggiungere il sale.
  6. Servire il curry con le uova intere oppure tagliate in due o quattro, come preferite, un pizzico di peperoncino, accompagnato da crostini tostati nel ghee oppure con basmati bollito.


Saturday, November 6, 2010

Goya tempura, il melone amaro appetitoso



English below

A me l'amaro piace molto, certamente più del dolce, la cicoria e i radicchi qui non ci sono e mi mancano, quindi a parte questo amaro non c'è altro da scegliere.
Già l'anno scorso ne ho parlato qui: Bitorzoluto e amaro, ma oggi mi sono resa conto di non aver mai postato la mia ricetta preferita, la tempura di melone amaro, che in Giappone si chiama goya.

Questo è quindi un piatto giapponese anche se il melone amaro è altrettanto amato in India, si chiama karela, ma non viene certo cucinato in questo modo.

Vi assicuro che la tempura per il melone amaro è la morte sua.



Ingredienti - eccetto l'olio - tutti molto freddi, tenuti in frigo prima di essere fritti:
  • melone amaro [karela]
  • farina
  • acqua
  • sale
  • olio per friggere
  1. Con un coltello affilato eliminare la punta dei bitorzoli, tagliare a meta il melone amaro, eliminare i semi e tagliare a julienne.
  2. Mettere i filetti in una ciotola con un poco di sale grosso e fare spurgare l'amaro.
  3. Dopo circa mezzora sciacquare bene, strizzare e risciacquare varie volte con strizzata finale e mettere in frigo a raffreddare.
  4. Fare una pastella densa con farina e acqua gelata, aggiungere il melone amaro e tenere nel freezer mentre l'olio per friggere si riscalda.
  5. Friggere pochi pezzi per volta e rimettere la ciotola con la pastella in freezer tra una frittura e l'altra.
Si accompagna bene con una ciotola di riso bollito, salsa di soia con wasabi e zenzero, coi sushi e naturalmente anche con altre verdure in tempura.




Ed ecco anche la versione non vegetariana di Okinawa col tonno:

Ho fatto la pastella con questi ingredienti tenuti in frigo per usarli freddissimi,
acqua, uovo sbattuto, farina normale e farina di riso
e poi ho aggiunto, oltre al melone amaro, del tonno in scatola a pezzetti che ho prima sciacquato in acqua caldissima per eliminare l'olio e poi ovviamente raffreddato.


Faccio anche una versione indianizzata, tipo pakoras, con la farina d'orzo mischiata a quella di ceci, il melone amaro e il tonno in scatola, sempre lavato in acqua calda per eliminare l'olio, peperoncino verde piccante, coriandolo fresco tritato, cipolla e aglio e friggo a cucchiaiate delle polpettine croccanti buonissime!



E con questa ricetta vi lascio per qualche tempo, non so quanto, potrei mettere il cartello torno presto ma preferisco non azzardare, forse un mese forse due, devo assolutamente prendermi questo tempo per fare ciò che continuo a rimandare e ho bisogno di non avere distrazioni di alcun tipo. 
Ciao a tutti e arrivederci!



Goya (Bitter melon) Tempura

Last year I spoke here Bitorzoluto e amaro of the bitter melon, called also bitter gourd and african cucumber, a lumpy and bitter gourd, but today I realized that i had never posted my favorite recipe.
In Japan the bitter melon is called Goya and usually fried like fritters. So, this is a Japanese recipe, actually more specifically from Okinawa, even though the bitter melon is also very popular in India, called karela, where it is certainly not cooked this way.

Ingredients - keep them in the fridge to get very cold - except oil:
  • bitter melon also called goya in Japan
  • flour
  • water
  • salt
  • oil for frying
  1. With a sharp knife remove the tip of the warts, cut in quarters the melon, remove seeds and cut into julienne strips.
  2. Place fillets in a bowl with a little salt to drain the bitterness.
  3. After about half an hour rinse in a bowl under running water, wring and rinse several times with a final squeeze.
  4. Make a thick batter with flour and icy water, add the bitter melon and place in the freezer while the frying oil is heated.
  5. Fry a few pieces at a time and put the bowl, with the remaining batter, back in the freezer while frying.
It goes well with boiled rice and soy sauce with wasabi and ginger, and also together with sushi, and of course with any other kind of vegetables in tempura.

And down here is a picture of the same bitter melon but with the addition of canned tuna for a nice non veg variation - the batter is made with flour and rice flour, beaten egg and very cold water.

Thursday, November 4, 2010

Curry di patate dolci e spinaci


Ingredienti :
  • 1 patata dolce, circa 300 grammi
  • 300 g circa di spinaci
  • 1 cucchiaio di semi di cumino 
  • 2 spicchi di aglio pestato nel mortaio
  • 1 cucchiaino semi di senape nera
  • una punta di cucchiaino di curcuma 
  • 1 cucchiaio di polvere di Sambar [vedi ricetta sotto] o quella polvere di curry che avete in casa
  • 1 cucchiaio di ghee
  • sale q.b. [io ne ho usato meno di un grammo]
  • olio di semi
  1. Cuocere a vapore le patate dolci fino a metà cottura, pelarle e tagliarle a cubi di 3 centimetri circa.
  2. Cuocere a vapore anche gli spinaci fino a che si afflosciano, solo qualche minuto, devono rimanere verdi.
  3. Scaldare olio e ghee in un work a fuoco basso, aggiungere i semi di senape e lasciarli scoppiettare. Aggiungere l'aglio pestato e i semi di cumino, rosolare fino a quando l'aglio diventa dorato, aggiungere la curcuma e continuare a rosolare per pochi secondi.
  4. Aggiungere i cubi di patata dolce, salare, rimestare per farli insaporire, e cuocere col coperchio a fuoco basso per qualche minuto mescolando di tanto in tanto.
  5. Aggiungere gli spinaci cotti e tagliati a pezzetti, la polvere di sambar e rimestare. 
  6. Finire di cuocere per un paio di minuti e lasciar riposare una decina di minuti prima di servire.
Si può guarnire con foglie di coriandolo fresco ma oggi non ne avevo.
Si può anche servire con riso o con chapati ma io ho preferito mangiare questo curry così senza niente altro.

E queste sono le spezie e i semi per fare la polvere di Sambar:



In senso orario partendo dall'alto, con il nome in hindi di fianco:
  • peperoncino piccante - lal mirch
  • semi di coriandolo - dhania
  • peperoncini del Kashmir - kashmiri chili
  • urad dāl [fagioli mungo neri decorticati]
  • moong dāl [fagioli mungo verdi decorticati]
  • chana dāl [ceci decorticati]
  • semi di fieno greco - methi daane
  • cannella indiana - dalchini
  • grani di pepe nero - kali mirch
e nel mezzo ci sono:
  • semi di cumino - jira
  • semi di senape nera - rai
altri ingredienti non presenti in foto:
  • una manciata di foglie di curry - currypatta - murraya koenigii
  • un pizzico di asafoetida - hing
  • ghee
  1. Scaldare il ghee nel wok a fuoco medio e aggiungere i tre dāls e i semi di senape nera. Rosolare mescolando in continuazione per qualche minuto fino a che cominciano a scoppiettare.
  2. Aggiungere tutte le altre spezie e continuare a mescolare ancora per un paio di minuti fino a quando il tutto emana un buon profumo. Non fate bruciare!
  3. Versare le spezie su un piatto a raffreddare. 
  4. Macinare finemente e conservare in un contenitore a chiusura ermetica

Sunday, October 31, 2010

Dumplings di zucca dolci e piccanti a modo mio




Questo è un piatto relativamente semplice se si ha già pronto l'impasto di zucca e patate dolci rosolate con cipolla, basta aggiungere qualche spezia e il prosciutto cotto a dadini.
Se poi in frigo avete anche una salsa di pomodoro bella piccante la cosa diventa ancora meno pesante, e allora non vi resta che fare la pasta fresca, con spinaci o senza. Io avevo anche questa in frigo impastata il giorno prima, e quindi oggi ho fatto solo l'assemblaggio e la cottura al vapore.

Ingredienti da frullare nel robot:
  • zucca e patate dolci come da ricetta di ieri QUI
  • uovo - opzionale
  • semola di grano - opzionale
  • spezie di vostro gusto (io ho messo pepe di Sichuan riscaldato in padella finché ha emesso profumo, buccia di arancia grattugiata, peperoncino piccante, zenzero in polvere, cannella)
  • prosciutto cotto a dadini
altri ingredienti:
  • pasta fresca tagliata rotonda 12 cm diametro
  • burro
  • parmigiano
  • salsa piccante di pomodoro (va benissimo anche questa QUI
  1. Mettere su ogni cerchio di pasta un cucchiaio di prosciutto cotto e il ripieno di zucca e patate dolci con le spezie. Ripiegare la pasta solo sul davanti, cominciando a premere il centro e poi i laterali.
  2. Cuocere al vapore per venti minuti e ripassare in padella al burro.
  3. Condire con parmigiano e salsa di pomodoro piccante.

    Saturday, October 30, 2010

    Zucca e patate dolci al pepe di Sichuan



    English follows

    Ingredienti:
    • zucca cotta al vapore
    • patate dolci cotte al vapore
    • cipolla abbondante
    • noce moscata
    • ghee o burro 
    • olio extra vergine di oliva
    • sale o un insaporitore di vostro gusto
    • pepe di Sichuan

    Friday, October 29, 2010

    Frittata vegan con patate



    Il mese scorso vi ho parlato della Frittata vegan indiana con farina di ceci tipo farinata senza uova, e oggi eccomi con un'altra frittata vegan, stavolta con patate, molto semplice, insaporita dall'olio extra vergine, dal pepe e ancora una volta dalle foglie di curry che mi piacciono tanto.
    Queste sono le cose che si inventano al momento quando in casa non esiste pane, non ci sono crackers o grissini, e non si ha nemmeno voglia di impastare due chapati.

    Thursday, October 28, 2010

    Pennette piccanti con zucchine, tonno e curry patta


    Qui non ho inventato proprio niente di nuovo ma con il tocco indiano delle foglie fresche di curry (da non confondere col curry in polvere!) e il peperoncino verde piccante ho creato una variante sfiziosa della solita pasta con tonno e zucchine che usavo fare spesso anni fa in Italia.

    1. Ho fatto rosolare delle zucchine vere (si, le ho comprate in India ma non sempre si trovano) tagliate a fettine sottili e le ho messe da parte.
    2. Nella stessa padella ho aggiunto un po' d'olio, e fatto rosolare per qualche secondo uno spicchio di aglio tritato, il peperoncino verde piccante e le foglie di curry.
    3. Ho aggiunto il tonno sott'olio e sfumato col vino bianco, aggiungendo le zucchine alla fine.
    4. Ci ho condito le pennette.

    Ingredienti:
    • pennette (pasta italiana)
    • zucchine
    • aglio
    • peperoncino verde piccante
    • curry patta - foglie fresche di curry (opzionali per chi non le ha)
    • tonno sott'olio
    • vino bianco
    • olio extra vergine di oliva

    Oggi sono pure riuscita nell'impresa di scrivere un post senza nessuna parola accentata! Per voi non comporta nessun problema lo so, ma io con la keyboard americana mi ritrovo a dover aggiungere ogni volta, dopo aver scritto tutto il post, le vocali accentate usando la tastiera italiana virtuale.


    Queste sono le foglie profumatissime dell'albero del curry (Murraya koenigii ) che non hanno niente a che vedere con il curry in polvere, di cui ho parlato QUI.

    Wednesday, October 27, 2010

    Lasagne ricce ai sapori mediterranei con broccoli e tofu fritto




    English below

    Se non vi piace il tofu ma vorreste che vi piacesse, seguitemi e vi piacerà, con questa ricetta non solo scompare quel gusto strano che di solito è causa del rifiuto, ma addirittura diventa piacevole e si prende gusto a mangiarlo. Incredibile? Non vi chiedo di credermi, ma se avete sia pure un piccolissimo interesse nel tofu, con questa ricetta diventerete aficionados. Scusate ma sto solo pluralizzando la mia esperienza per via dell'entusiasmo che mi è arrivato appena ho assaggiato questa simpatica lasagna riccia, compreso il tofu che si è integrato perfettamente coi sapori mediterranei.

    Omettendo la pasta di acciughe si ottiene un piatto perfettamente vegan!

    Come quasi tutti i miei piatti anche questo è un piatto unico arricchito dalle proteine del tofu.




    Ingredienti per una o due persone:

    ◆ 3 lasagne ricce (sono circa 50 grammi)
    ◆ broccoli a volontà
    ◆ 50 grammi circa di tofu fritto
    ◆ 1 cucchiaio di pasta d'acciughe diluita con acqua
    ◆ ½ bicchiere di vino bianco
    ◆ 2 gambi di sedano
    ◆ 1 spicchio di aglio
    ◆ 4 olive nere toste italiane
    ◆ 1 cucchiaio di capperi italiani sotto sale marino
    ◆ pizzico di peperoncino piccante
    ◆ semi di sesamo tostati
    ◆ olio extra vergine di oliva

    1. Il tofu stavolta l'ho solo pressato per eliminare più acqua possibile e poi l'ho tagliato a cubetti piccolissimi di mezzo centimetro. Ho messo un filo d'olio in padella e li ho fatti rosolare per bene da tutte le parti, praticamente ho fatto il tofu fritto. Questa è un'altra tecnica per renderlo ricettivo e quindi insaporirlo con l'ingrediente successivo.
    2. Ho sciacquato via il sale dai capperi e li ho messi a bagno nell'acqua insieme alle olive che ho denocciolato e tagliate a metà. Mi piace tanto il sapore delle olive nere toste ma per me sono troppo salate. 
    3. Ho fatto bollire i broccoli per meno di sette minuti in un litro di acqua e poi li ho frullati nel robot - nell'acqua di cottura ho bollito le lasagne per circa dieci minuti - assaggiare per verificare.
    4. Mentre le lasagne bollivano, ho versato nella padella, dove il tofu stava friggendo, il cucchiaio di pasta di acciughe diluita e il vino bianco, e ho lasciato restringere quasi del tutto.
    5. Ho aggiunto quindi l'aglio e il sedano tritati, li ho rosolati un attimo, il peperoncino piccante sbriciolato e infine il passato di broccoli, olive e capperi (risciacquati e strizzati).
    6. Ho scolato le lasagne e le ho condite con l'olio crudo per non farle appiccicare tra di loro, poi ho cominciato col mettere uno strato di broccoli sul piatto, una lasagna e cosi via fino alla terza, finendo con il sesamo tostato.


    Curly lasagna with broccoli and tofu

    If you do not like tofu but would like to be able to enjoy it, follow me and you are going to like it, with this recipe a new pleasure will take place in your mouth and that strange tofu taste you always rejected will disappear. Unbelievable? I am not asking you to believe, but if you have even a tiny interest in tofu for its healthy properties, with this recipe you will become aficionados. Sorry, but I'm just taking for granted you will go through the same experience of mine because of the enthusiasm i got when i tasted this nice curly lasagna, including tofu perfectly integrated with the Mediterranean flavors.

    If you omit the anchovy paste you get a vegan dish!
    Like almost all of my dishes this is also a complete meal of pasta enriched with proteins.

    Ingredients for one or two people:

    ◆ 3 curly lasagna (about 50 grams)
    ◆ broccoli at will
    ◆ 50 grams of fried tofu
    ◆ 1 tablespoon anchovy paste
    ◆ ½ cup white wine
    ◆ 2 stalks of celery
    ◆ 1 clove garlic
    ◆ 4 Italian black olives [nere toste]
    ◆ 1 tablespoon capers, in Italian sea salt
    ◆ pinch of hot pepper
    ◆ toasted sesame seeds
    ◆ extra virgin olive oil
    1. First i pressed the tofu, putting it under a dish with a weight on top, to remove as much as possible the water, and then i cut it into very small cubes of half a centimeter [1/5 of inch]. I heated a little oil in a frying pan and i let the tofu brown from all sides. This is another technique to make the tofu dry and hence able to absorb all the flavors of the next ingredient. Basically this is fried tofu.
    2. I rinsed off the salt from the capers and i soaked them in water along with the pitted, and cut in half, olives. I love the taste of the Italian black olives but according to me they are too salty.
    3. I boiled the broccoli for less than seven minutes in a liter of water, i removed them from the pot and in the same water i boiled the pasta. 
    4. I added the broccoli to the food processor until well blended.
    5. While the pasta boiled, i poured in the pan with the fried tofu a tablespoon of anchovy paste diluted with white wine, and let to evaporate almost completely.
    6. I then added minced garlic and celery, browning them for a moment, some crumbled hot pepper, broccoli purée, olives and capers (rinsed and drained).
    7. I drained the pasta and dressed it with olive oil to prevent lasagna slices from sticking together, then i started off by putting a layer of seasoned broccoli on the serving dish, a lasagna and so on until the third layer, ending with the toasted sesame seeds.

    Urad Dāl all'uccelletto



    Ieri avete visto il Moong Dāl che è un fagiolo (Mungo verde) e non una lenticchia come spesso si crede,  le lenticchie infatti appartengono al genere Lens, pur essendo della stessa famiglia delle leguminose, e oggi eccovi un altro fagiolo che appartiene alla stessa Specie Vigna Mungo: il Fagiolo Mungo nero. Urad o udad, urid e udid, in India il suono si assomiglia molto.
    Quello di ieri è verde e questo è nero, e pur essendo fratelli hanno un gusto completamente diverso tra di loro.
    Per completare il discorso del Genere Vigna vi dico anche che il fagiolo azuki è un cugino della stesso genere Vinga ma della specie angularis invece che mungo - nella forma sono quasi identici tutti e tre.  Mi piace la botanica e andare alla scoperta di tutte le meraviglie che il Regno Vegetale ci offre.

    Chiarito in breve il concetto di fagiolo e lenticchie non sorprendetevi se quando la gente vede questi fagioli cosi piccoli li chiama lenticchie bianche, a chi interessa la botanica? Infatti nel web esiste un gran confusione in tutti i campi proprio perche ognuno dice la sua per sentito dire o per qualche convinzione che viene dall'abitudine tramandata.


    La prima volta che ho assaggiato questi fagioli neri (ma dentro sono bianchissimi) mi son detta che avevano il gusto dei cannellini, e sebbene questi fagioli siano l'ingrediente principale per fare la dosa (vedi ricetta QUI) e quindi li compro principalmente per questo, non manco mai di farmeli anche all'uccelletto, soprattutto quando trovo la salvia.

    I fagioli all'uccelletto sono semplicissimi da fare ma hanno un gusto tutto particolare che viene dall'armonia degli ingredienti che insieme creano un risultato unico e delizioso.

    Questi fagioli mungo neri in India sono usati in tre modi: interi ma raramente perché considerati pesanti da digerire, spaccati ma sempre con la buccia per fare zuppe, o spaccate e decorticate come dāl per innumerevoli ricette, ma certamente non li fanno all'uccelletto come me.
    In India qualsiasi legume diviso in due si chiama dāl che vuol dire spaccato/diviso/separato.

    Non ho la pentola di coccio! qui non esiste, ma vengono buoni lo stesso.

    Faccio rosolare in olio extra vergine l'aglio e la salvia fresca tritata non troppo fine, aggiungo il dāl lessato e la salsa di pomodoro, insaporisco con sale e pepe, e finisco di cuocere fino a che è pronto. Servo con crostini e pepe.
    La salvia qui è l'ingrediente fondamentale senza la quale non avremmo il gusto all'uccelletto.

    Infatti qui sotto ecco un'altra foto di fagioli mungo neri decorticati cucinati come una normale pasta e fagioli ma senza salvia perché non sempre la trovo, in India è un ingrediente esotico che quasi nessuno conosce.


    Tuesday, October 26, 2010

    Moong Dāl con chips di zucca e melanzana



    In Italia si chiama fagiolo mungo verde, è una varietà di fagiolo molto apprezzata in India sia da germogliare che per fare la zuppa, molto usato anche in Cina come germoglio nei spring roll o nelle zuppe e per fare i noodles trasparenti/gelatinosi [cellophane noodles].In India questo fagiolo si usa intero, sembra un cilindretto verde lungo meno di mezzo centimetro, oppure spaccato in due ma sempre con la buccia verde, e infine spaccato in due e con la buccia eliminata - dāl vuol semplicemente dire separato. Quest'ultima versione è molto più digeribile e leggera e ogni tanto ci faccio la zuppa, quando non mi viene a polentina come oggi.

    Monday, October 25, 2010

    Ragù alla Genovese



    Una ricetta napoletana, creata da un cuoco dal soprannome Genovese, o che proveniva da Genève, non si sa, le origini sono misteriose. Mia madre la faceva regolarmente, perché piaceva molto a mio padre, amante di tutta la cucina napoletana che aveva avuto modo di apprezzare durante gli anni di leva passati a Napoli, dove aveva affittato una camera in una famiglia di buongustai, e dove preferiva stare ogni volta che riusciva a scappare (si fa per dire ma non troppo) dalla caserma.
    Un ragù considerato pesante, ed infatti ricordo che lo era, ma che invece a me è venuto quasi leggero, forse perché non ho fatto rosolare le cipolle, ma le ho fatte cuocere nel vino con due foglie di alloro, che sono il mio segreto per renderle digeribili, dove c'è cipolla io ci metto sempre l'alloro.

    Come pasta avevo pensato ai paccheri, ma avendoli già fatti di recente ho scelto questi gnocchetti sardi di Gragnano che non avevo ancora mai assaggiato. Per definirli mi viene una sola parola: eccellenti.
    Ho letto da qualche parte che nemmeno in Italia questa pasta di Gragnano si trova facilmente e invece eccola sugli scaffali di un supermercato indiano, spero che continuino ad importarla perché ha un gusto speciale. E no, non mi pagano per dirlo.
    Non sarà la ricetta originale, ma ecco la mia versione made in India.

    Ingredienti:
    • 250 grammi di vitello o manzo (io invece ho usato il capretto da latte)
    •   30 grammi circa di prosciutto cotto con la parte grassa - tritato grosso
    • 450 grammi di cipolle
    •     1 spicchio di aglio
    •     2 gambi di sedano
    •     2 foglie di alloro
    • 250  ml di vino bianco
    • olio extra vergine di oliva
    • sale e pepe
    • Parmigiano grattugiato
    1. Ho tritato cipolle, aglio e sedano nel robot, così non ho pianto.
    2. Ho fatto rosolare la carne a fuoco alto finché ho ottenuto la reazione di Maillard e ho quindi aggiunto il prosciutto, il trito di verdure, l'alloro, il vino e pochissimo sale. 
    3. Rimestato e coperto, ho lasciato cuocere a fiamma bassissima, mettendo la tawa forata tra la fiamma e la padella, per 4 ore. 
    Praticamente l'avevo dimenticato!  Era comunque destinato al giorno dopo e non si è bruciato, anzi direi che si è cotto al punto giusto.
    1. Il giorno dopo tagliare la carne a bocconi, riscaldare il ragù e mantecarlo con la pasta cotta al dente.
    2. Servire con pepe fresco e tantissimo parmigiano. Avessi avuto il pecorino avrei fatto un misto col parmigiano. 
    Nella foto si vede appena un accenno di parmigiano ma dopo ne ho messo tanto che sembrava la nevicata di fine d'anno. Qui proprio ci vuole tanto parmigiano o pecorino forse meglio, io farei tutte e due.

    Saturday, October 23, 2010

    Sformato di melanzane con simil-cous cous e mortadella



    Qualche settimana fa ho comprato troppa semolina presa dall'entusiasmo per il simil-cous cous che mi era piaciuto tanto e quindi ecco che lo utilizzo anche per una "Parmigiana di melanzane disinvolta" che poi ho preferito chiamare sformato, perché appunto appena ho tagliato la prima fetta si è "sformata" tanto era morbida e succulenta.

    Ingredienti:
    • semolina fine [in India si chiama rava/suji - vedi foto e note in fondo al post]
    • ghee o anche un poco di burro
    • brodo di carne o vegetale
    • melanzana
    • mortadella
    • parmigiano grattugiato
    • un bel sugo piccante fatto con cipolla e pomodorini di collina italiani
    • formaggino che fonde tipo cheese spread oppure mozzarella per chi può permetterselo, qui mi manca proprio e quella indiana mi rifiuto di comprarla
    • olio [stavolta per friggere ho usato l'olio di semi che ha alleggerito il gusto]
    • sale e pepe
    1. Pelare a zebra le melanzane e tagliarle per il lungo sottilissime. Metterle in acqua e sale per mezzora, scolarle, schiacciarle tra le mani per eliminare l'acqua, asciugarle e friggerle.
    2. Rosolare la semolina in un wok senza nessun condimento finché comincia ad emanare il caratteristico profumo tostato e a questo punto aggiungere un poco di ghee o burro. Continuare la cottura aggiungendo il brodo come per fare un risotto, un poco alla volta, e quando la polentina si stacca dalle pareti della padella spegnere il fuoco. Avete fatto qualcosa come l'upma indiana o il porridge inglese.
    3. Oliare leggermente una pirofila spargendo qualche goccia di olio con le dita, e aiutandosi con un cucchiaio bagnato stendere il semolino in uno strato da due centimetri circa.
    4. Metteteci sopra il sugo, il parmigiano, le melanzane fritte e la mortadella nell'ordine che volete.
    5. Fare un secondo strato di polentina non è facile come il primo, perché non è possibile schiacciarla con il cucchiaio. Essendosi però nel frattempo raffreddata, potete prenderne una cucchiaiata per volta, schiacciarla tra i palmi, e formando il secondo strato a mo' di piastrelle, non importa se ci sono spazi tra di loro.
    6. A questo punto se vi sono avanzate, come a me, fette di melanzane e sugo, andate avanti con gli strati usando solo melanzane, pomodoro e parmigiano. Due strati di mortadella mi sembrano sufficienti.
    7. Nel penultimo strato metteteci anche il formaggio che fonde, e finite con melanzane, pomodoro e parmigiano.
    8. Infornate a forno caldo e cuocete con il coperchio per mezzora a 170ºC. Io uso il coperchio di pirex perche accendo solo la parte alta del forno per evitare che si bruci il fondo, ma voi fate secondo le vostre abitudini.
    Considerate che mangiato caldo, quasi appena tolto dal forno, questo sformato sembra un soufflé, tanto è morbido che sembra sciogliersi in bocca.  Se invece ve ne avanza e lo scaldate il giorno dopo rimane molto più sodo e anche se ancora gustoso perde quel qualcosa di speciale dell' appena sfornato



    Cos'è la Semolina?

    Semolina è il termine inglese che deriva dall'italiano semola.
    Come si vede dalla foto non è gialla come potreste aspettarvi, infatti quella gialla viene dal grano duro e questa bianca invece si ottiene nella prima fase della produzione della farina. 
    Quando il grano viene macinato avviene la separazione del germe e della crusca, quello che rimane è la semola che vedete sulla mia mano. Quando la semola viene ulteriormente macinata si ottiene la farina.
    Per fare il cous cous si mischiano due parti di semolina con una parte di semola di grano duro.

    Queste notizie le ho prese da Wikipedia in inglese [non trovato in italiano] e se volete saperne di più cliccate il link.

    In India il grano duro viene prodotto solo per l'esportazione e non si trova sul mercato interno, anche perché non saprebbero che farne, non appartiene alla loro tradizione culinaria e quindi non c'è richiesta.
    Io uso questa semolina per fare la pasta fresca con le uova mischiandola alla farina, o anche per fare gnocchi tipo quenelle, o in sostituzione del pangrattato, ma solo in alcuni casi.
    Ultimamente l'ho usata anche per fare un simil-cous cous molto gradevole che volendo si potrebbe trasformare in un cous cous più reale facendo la 'ncocciata con le mani come fanno i siciliani, mischiando una semolina più fine con una più grossolana. Un giorno forse ci proverò. In India infatti ci sono almeno due tipi di semolina, ma quella davvero fine che sembra semola rimacinata non la trovo facilmente.

    Il semolino che comprate in Italia per fare i gnocchi alla romana invece è stato processato in qualche modo che non so, forse una pre-cottura, ed è molto più grosso di questo e anche giallo perché fatto col grano duro.

    Come avete letto nella procedura della ricetta io faccio prima di tutto tostare la semolina, la insaporisco col ghee/burro e poi la faccio cuocere col brodo come si fa un risotto e non come la "polenta" che si fa versandola direttamente nell'acqua/brodo, e questo fa una bella differenza.

    Per concludere, mi sono fatta un giro virtuale in un supermercato italiano e ho trovato che vendono solo la semola di grano duro o la semola rimacinata che è appunto la semola che viene ri-macinata per farla più fine.

    Potete usare il cous cous per fare questa ricetta dello sformato di melanzane ?

    Direi di no perché non rimane compatto, non lega, e si sbriciolerebbe, ma nulla vieta di provare. E io non userei nemmeno il semolino che si usa per gli gnocchi alla romana perché non so l'effetto della tostatura, ma anche questo si potrebbe provare.

    Usate quindi la semola, di grano duro perché è quella più simile e più facile da reperire, o di grano non duro se riuscite a trovarla da qualche parte, magari un mulino vicino a casa vostra.

    La polenta invece credo che darebbe un gusto diverso, anche se la consistenza sarebbe molto simile, ma chi vieta di provarla? Provateci!

    Grazie a FedeSilvia che mi hanno fatto le domande!

    Friday, October 22, 2010

    Schiaffoni delicati al prosciutto cotto e pesto di broccoli


    Un piatto delicato dal titolo aggressivo, chissà perché li hanno chiamati schiaffoni. Forse questo non è il modo migliore di prepararli, ma li avevo comprati da un bel po' e oggi ho deciso che dovevo provarli, anche perché immaginavo di poter fare una bella foto. E invece la foto è stata difficilissima nel senso che non sono abituata ad arrangiare le cose, a parte la forchettata degli spaghetti. Di solito lascio cadere tutto così come viene, ma qui non aveva senso mettere a casaccio e nemmeno arrangiarli ad arte. Queste sono le sorprese che si ritrovano quando si hanno aspettative.

    Spicy sauce with roasted bell peppers and tomato confit


    (l'italiano viene dopo)

    This spicy sauce goes well with any fried meatballs, potato chips, hamburger or anything else you like to spice up. If you like it really hot do not remove seeds from Kashmiri chillies or use any other hot pepper.

    Thursday, October 21, 2010

    Aromatic meatballs with spicy sauce - Polpettine aromatiche



    (oggi l'italiano viene dopo)

    Ingredients:
    • ground kid meat (capretto)- 200 grams 
    • ham - italian prosciutto cotto [the fatty side] - 50 grams in small cubes
    • labneh (strained yogurt) - 50 grams 
    • fresh and soft breadcrumbs - 50 grams
    • fennel seeds - a teaspoon
    • dried rosemary [or fresh chopped] - a teaspoon
    • garlic - 1 clove minced
    • salt and pepper
    • extra virgin olive oil [or canola oil if you prefer]
    1. Put all the ingredients, except oil, in a food processor and process until everything gets well mixed.
    2. Place the ground seasoned meat in a bowl, cover with plastic wrap and keep in the fridge for about thirty minutes or more (this is important).
    3. Oil the palms of your hands and make small balls like cherry size.
    4. Fry the meatballs and let them dry on kitchen paper before serving with any hot sauce you like.
    To avoid oil splashes you may coat the meatballs with flour just before frying them.

    HERE is the recipe of my tomato-pepper spicy sauce.



    Polpettine aromatiche e patate dolci  con salsa piccante di peperoni arrosto e pomodoro confit.

    Ingredienti:
    • capretto da latte - 200 grammi tagliato a piccoli pezzi o tritato
    • prosciutto cotto [la parte col grasso] - 50 grammi
    • labneh - 50 grammi - qui come farlo
    • mollica di pane sbriciolata - 50 grammi
    • semi di finocchio leggermente pestati - 1 cucchiaino
    • rosmarino secco [o fresco tritato] - un cucchiaino
    • aglio - 1 spicchio
    • sale e pepe
    • olio extra vergine di oliva [o di semi se preferite]
    1. Mettere tutti gli ingredienti, tranne l'olio, in un robot da cucina e processare fino a che il tutto si amalgama.
    2. Mettere la carne in una ciotola, coprire con pellicola trasparente e lasciare in frigo per circa trenta minuti.
    3. Oliare le mani e formare delle palline piccole come una ciliegia.
    4. Friggere le polpette e lasciarle asciugare su carta da cucina prima di servire con la salsa piccante. 
    Le polpette possono essere infarinate prima di friggerle per evitare gli schizzi iniziali, io non l'ho fatto ma credo che lo farò la prossima volta.

    Ed ecco QUI la ricetta della mia salsa piccante di peperoni arrosto e pomodori seccati al forno.

    Wednesday, October 20, 2010

    Riso con avocado



    Ingredienti:
    • riso che di solito fate bollito [stavolta ho usato del riso ordinario]
    • avocado maturo
    • lime o limone
    • tabasco [qualche goccia]
    • olio extra vergine di oliva
    • sale pepe
    Buonissimo da mangiare tiepido, mischiando il riso caldo con l'avocado a temperatura ambiente.

    Qui un'altra ricetta di riso e avocado con basilico e anacardi.

    E per chi non l'ha mai mangiato (ma davvero?) e non sa come tagliarlo, ecco un video:



    Considerazioni dopo aver letto i commenti:

    Scusate ma ho dato per scontato che tutti [perlomeno i food bloggers] conoscessero l'avocado che in Italia io compravo già quaranta anni fa o giù di lì in un negozio di frutta e verdura di quelli del centro città, dove amavo andare per scoprire la frutta esotica; non che mi potessi permettere di comprarla regolarmente, era carissima, ma ogni tanto l'avocado era tra i miei preferiti.
    Poi arrivò al supermercato e adesso credo che sia ordinaria amministrazione trovarlo ovunque, o no?

    Con questa premessa non ho affatto pensato di raccontarvi ovvietà su questo frutto, o meglio bacca (dal punto di vista botanico), anche se poi qualcuno lo considera una verdura, visto che per mangiarlo con gusto va condito cioè insaporito, per arricchire il sapore delicato che a primo impatto sa di niente.
    Ma c'è mai qualcosa che sa di niente? Di qualcosa sa di certo, per non dire che ha una consistenza burrosa deliziosa.
    Difficile trovarlo maturo al punto giusto e pronto da mangiare, bisognerebbe toccarlo e premere leggermente e se cede e si sente che dentro è morbido, ma non troppo, vuol dire che è pronto.
    Si trova più facilmente ancora acerbo e quindi va messo in un sacchetto di carta con una mela e tenuto cosi fino alla maturazione, controllando ogni giorno per evitare che marcisca.

    L'avocado è grasso, ma di grasso buono omega 3 che stimola la produzione di colesterolo buono e frena il colesterolo cattivo, quindi è molto nutriente ma leggerissimo da digerire. Una vera bontà ma da usare con parsimonia perché molto calorico.

    L'avocado è anche ricco di antiossidanti, vitamine A, D, E e ha un sacco di altre virtù che potete trovare facilmente nel web anche in italiano.

    Se poi volete fare una piantina da tenere in casa con delle belle foglie verdi, mettete il seme nell'acqua con la punta all'insù e sorretto da stecchini sul bordo di un vasetto, anzi andate a vedere le foto e cosa dice Bressanini QUI.

    Monday, October 18, 2010

    Semifreddo con labneh e melograno


    Questo post è dedicato a Mandelbrot, lo scienziato geniale che è deceduto quattro giorni fa e che mi ha dato tanti giorni felici durante la creazione di innumerevoli fractals, di cui uno è qui sullo sfondo della foto.

    Saturday, October 16, 2010

    Hed Hoo Noo, il fungo nero croccante



    Un fungo croccante? Sembra una contraddizione, ma questo fungo nero ha davvero una strana struttura e una consistenza scivolosa e croccante molto piacevole, e anche senza avere un sapore particolare si sposa felicemente con pollo, cipolla e tanto zenzero. 
    Hed hoo noo è il nome tailandese e l'ho scelto perche la ricetta che segue è tailandese, ma il fungo si mangia in tutta l'Asia ed è conosciuto come mù'ěr (orecchio d'albero) o semplicemente fungo nero [black fungus], in Giappone si chiama kikurage [la medusa del bosco] perche assomiglia alle meduse vere che si mangiano.

    Qui nella sua forma secca, nera da una parte e nocciola dall'altra che sembra un cartone arricciato.
    Questo fungo e ricco di vitamina B, E, calcio, ferro e potassio, e secondo la medicina cinese ha proprietà anti trombosi e quindi allunga la vita.


    Per cucinarlo oggi ho preso la ricetta del Gai Pad Khing qui:Art&Flipper e qui:Rice Kingdom in inglese ma da bloggers tailandesi.
    Gai Pad Khing vuol dire pollo rosolato con zenzero, ho trovato la ricetta mentre cercavo di capire come cucinare questo fungo e l'ho adattata ai miei ingredienti. Prima di tutto niente pollo ma tofu, e poi con l'aggiunta di carota.

    Il risultato è stato davvero eccezionale, i funghi sono piacevolissimi e il tofu mischiato agli altri ingredienti ha preso un gusto molto gradevole, beyond any expectation. Sono molto soddisfatta dell'esperienza e qui per il momento chiudo col tofu, e chiudo in bellezza.

    Ingredienti per due o tre persone:
    • una manciata di funghi neri secchi 
    • 200 grammi di tofu asciugato
    • 1 tazza piccola di brodo di pollo anche fatto col dado
    • mezzo dado ai funghi [italiano] 
    • olio di semi
    • almeno 10 cm di zenzero fresco giovane 
    • 1 cipolla
    • 1 carota media [opzionale]
    • 1 spicchio di aglio molto piccolo 
    • 1 cucchiaino di oyster sauce 
    • 2 cucchiai di salsa di soia dolce o più se piace
    • 1 piccolo gambo di sedano
    • riso bollito [la vostra quantità favorita]
    1. Ho messo i funghi neri a mollo nell'acqua per mezzora, eliminata la base dura e terrosa, risciacquato per benino sotto l'acqua corrente e tagliato in pezzi. Come si vede dalla foto si è ingrandito enormemente e ha cambiato colore diventando di un bel marroncino lucido.
    2. Ho tagliato il tofu [asciugato] a julienne e l'ho fatto bollire nel brodo di pollo a cui ho aggiunto il mezzo dado ai funghi. Il brodo si è ridotto e il tofu si è insaporito. Sappiatevi regolare col salato secondo i vostri gusti, io non ho usato sale.
    3. Ho tagliato a julienne anche la carota, la cipolla e lo zenzero.
    4. Messo l'olio nel wok, ho fatto ben rosolare lo zenzero e quando ha cominciato a profumare ho aggiunto le carote e la cipolla, rimestando in continuazione a fuoco alto.
    5. A metà cottura ho aggiunto l'aglio tritato fine, il tofu, la salsa di soia e quella di ostriche, e verso la fine ho aggiunto i funghi che necessitano di cottura breve. Ho aggiunto anche un poco del brodo di pollo che era rimasto dalla cottura del tofu.
    6. Alla fine ho messo il sedano tagliato fine per una nota di verde e servito sopra al riso.
    Squisito!


    Friday, October 15, 2010

    Il Tofu - come trattarlo prima di cucinarlo



    Qualche giorno fa ho fatto il tofu in salsa di melograno e vi ho detto che:
    Prima di essere usato il tofu va scolato, tagliato e pressato, poi asciugato con carta cucina o una stoffa di spugna per assorbire ed eliminare l'acqua, e questo è il minimo che si debba fare. Ci sono anche altri metodi per asciugarlo ma ve li dirò la prossima volta.

    Ed eccomi qui a raccontarvi il trattamento che faccio al tofu prima di cucinarlo in qualsiasi maniera per eliminare il più possibile quel sapore che non è certo entusiasmante, almeno per me, anche se la maggioranza lo cucina direttamente dopo aver aperto il pacchetto, e c'è addirittura qualcuno che lo mangia direttamente cosi com'è. Mi riferisco all'Italia ma anche all'America dove il tofu non è mai di grande qualità, immaginiamoci in India! In Giappone è tutta un'altra storia, pare che sia buonissimo e vorrei tanto assaggiarlo, ma per il momento sono ancora in India e mi devo prendere quello che trovo qui.
    Con questo trattamento inoltre il tofu che è molto yin diventa leggermente yang.

    Tuesday, October 12, 2010

    Chirashizushi


    Chirashizushi vuol dire semplicemente sushi sparsi, cioe non arrotolati nell'alga nori.

    Il riso, viene condito come per gli altri sushi con aceto zuccherato, e servito con decorazioni colorate, come uova di salmone, gamberetti o altri ingredienti a base di pesce che io qui mi posso solo sognare.

    Ma ciò non mi impedisce di fare anche con altri ingredienti un piatto in stile giapponese gradevole alla vista e al gusto. Questo piatto facilissimo che faccio molto spesso con ingredienti sempre diversi, si fa senza nori, ma a me i nori piacciono molto e quindi ce li ficco sempre, quando li ho.

    Ho bollito il petto di pollo in un brodo vegetale ristretto fatto con carota, sedano, cipolla, pepe in grani, chiodi di garofano, foglia d'alloro, sale. L'ho poi tagliato a fettine piccole e condito con maionese e senape gialla americana.

    Ho abbrustolito i nori passandoli velocemente sulla fiamma, dalla parte liscia, e poi spezzandoli in quattro ci ho messo sopra un po' di riso e un paio di ingredienti, richiudendola e mangiandola in un boccone croccante.

    Nella salsa di soia da usare come condimento c'è aglio, zenzero fresco grattugiato e wasabi - talvolta la diluisco con un poco d'acqua.



    Il pollo fritto con salsa di gamberetti l'ho imparato da Shamira di Lovely cake.

    Shamira spiega bene come fare e io sono soddisfatta del risultato nonostante la puzza iniziale, che poi davvero sparisce. L'unico problema per me  è che questa salsa è troppo salata per i miei gusti, quasi impossibile da mangiare anche se ne ho messa pochissima. La prossima volta ne userò davvero un pizzico o, dopo la cottura taglierò il pollo a pezzetti piccolissimi da mettere sul riso o mischiare a verdure saltate in padella.
    O forse dopo aver marinato il pollo lo sciacquo e lo infarino prima di friggerlo. Non sono abituata a mangiare tanto salato, troverò comunque una soluzione perché mi piace.

    Non tutte le paste di gamberetti sono uguali infatti contrariamente a quella di Shamira la mia non era grumosa e nemmeno scura [vedi foto], ma certamente molto salata. Cliccare l'immagine per ingrandirla e anche per vedere la marca che pare sia una delle migliori.


    Gli ingredienti che ho usato oggi sono:

    • peperoni arrostiti
    • daikon crudo grattugiato (in India si chiama mooli/muli ed è molto popolare, ma viene cotto)
    • salsa di soia con aglio, zenzero e wasabi
    • kimchi, fatto da me e la cui ricetta si trova QUI
    • pollo fritto con shrimp sauce
    • carote e cetriolo a bastoncini
    • pollo bollito con maionese e senape
    • riso bollito e nori 





    Monday, October 11, 2010

    Fava Madama


    Sul pacchetto del supermercato c'era scritto Fava Madama, e a me sembravano noccioline, poi ho guardato meglio e mi sono sembrate fave mignon,  dal colore dei fagioli, e dalla forma tipo fava cicciottella. Mai viste le fave in India, anche se tempo fa mi ero interessata e avevo scoperto che vengono coltivate al Nord. Ho fatto adesso una ricerca come fava madama e non esiste proprio niente, ma ho scoperto il "ful mudammas", un piatto tipico egiziano con le fave che si pronuncia madama, e visto che gli indiani scrivono come parlano [come noi] ecco svelato il mistero della madama che non c'è.

    Saturday, October 9, 2010

    Basmati con crema d'uovo e menta fresca



    Di solito alla sera non mangio, o faccio qualcosa di velocissimo, e non posto mai niente perché le foto con la luce artificiale sono decisamente brutte, e la differenza con quelle fatte alla luce del sole è così lampante che mi disturba non poco il senso estetico. Ma questo riso stasera è venuto cosi buono, nonostante come al solito inventato al momento, che non potevo non fare un'eccezione, ed eccolo qui.

    Ingredienti per una persona:
    • basmati bollito
    • 1 uovo
    • 1 cm cubo di Danish blue cheese
    • 1 cucchiaio abbondante di cheese spread [tipo formaggino che si scioglie]
    • 1 bella manciata di foglie fresche di menta
    • 3 fette di coppa [salume italiano]
    • 1 cucchiaino di olio extra vergine di oliva
    • niente sale, decisamente non necessario
    1. Mentre il riso bolliva, ho tagliato la coppa a pezzetti, l'ho fatta rosolare in un cucchiaino di olio e messa da parte.
    2. Ho mischiato il blue cheese con il formaggino e incorporato l'uovo sbattendolo alla fine come una crema.
    3. Ho fatto raffreddare il padellino con l'olio rimasto, rimesso sul fuoco, ho versato l'uovo sbattuto coi formaggi e con un mestolo di legno l'ho rimestato in continuazione e fatto cuocere a fuoco dolcissimo finché è diventato come una crema. Solo verso la fine ho aggiunto le foglioline di menta, perché le volevo belle verdi e dal sapore fresco.
    4. Messo nel piatto il riso, coperto con la crema d'uovo e formaggio e guarnito con la coppa. 
    E si, stranamente ho trovato la coppa al supermercato [della stessa ditta della mortadella solita], una sola busta, e non potevo non comprarla anche se l'ho pagata un'enormità, ma tra il panino di ieri e questo riso di oggi direi che ho speso bene.


    Thursday, October 7, 2010

    Capretto da latte con funghi e patate

    Questa carne molto saporita, marinata nel siero di latte, quello che rimane dopo aver fatto il labneh, si può fare con qualsiasi tipo di carne. Vi sembra troppo strano l'uso del siero? Usate il vino.
    L'idea del siero non mi è venuta perché non avevo vino, ma avendo fatto il labneh mi son trovata il siero pronto proprio mentre preparavo gli ingredienti della marinata e ho pensato che idea! infatti non si usa forse il labneh per fare il pollo masala tandoori? e allora perché non il siero, vi assicuro che la carne viene benissimo e sembra uno stracotto marinato nel vino bianco.

    Sunday, October 3, 2010

    Pennette con funghi ostrica


    Oggi avrei voluto mangiare un bel filetto alla griglia condito con burro alle erbe o col salmoriglio di olio evo aglio origano di montagna, ma per farlo sarei dovuta andare al mercato della carne, tipo macello pubblico e non mi andava di uscire, allora penso di fare la pizza ma non avevo farina, e avrei voluto perlomeno mangiare verdure appetitose ma le ho finite ieri sera. Apro il frigo e ci trovo  solo dei peperoni verdi che stavano li da tre giorni, e un mezzo vasetto della nutella piccolo pieno di salsa di pomodoro italiano semplicissima ma buonissima, che ho persino passato al passaverdura e che avevo fatto qualche giorno fa. Ancora pasta e pomodoro?
    Poi mi sono ricordata che avevo comprato dei funghi secchi indiani e ho pensato di farli con patate e peperoni, si ma, e del sugo che ne faccio? lo lasciamo ancora un giorno in frigo e poi lo buttiamo? Non facile combinare queste quattro cose ma non avevo altra scelta che provarci.

    Saturday, October 2, 2010

    Bingka Pisang



    E dopo il banana bread [pane speziato alla banane che ho postato QUI] venne il banana bread con il cocco. Non che il cocco si senta molto, infatti credo che sarebbe bene aggiungere del cocco grattugiato on top, non quello secco che sembra pangrattato, ma il cocco grattugiato a scagliette e rosolato nel ghee, che metterò la prossima volta.

    Questo dolce è molto popolare in Malesia e a Singapore, ma potrebbe essere anche indiano visti gli ingredienti comunque asiatici e contadini, anzi mi pare uno di quei dolci derivati dal brodo primordiale, senza pretese di morbidezze particolari, come quelle che vanno di moda adesso a base di chiffon e cotton fiocc [no, non ho sbagliato lo spelling], eppure è morbido, non troppo dolce, profumato e con una consistenza particolare granulosa che deriva dalla mia aggiunta della semolina.

    Thursday, September 30, 2010

    Minestra selvaggia con riso rosso patni



    Questo è un riso rosso organico locale che ha un gusto molto buono, in fondo come il riso macrobiotico di lontana memoria. Oggi l'ho mangiato molto semplicemente con verdure bollite miste dal gusto antico che mi ha portata ai tempi in cui si andava a raccogliere le verdure selvatiche nei campi incolti, oltre il bosco e ovviamente lontano dalla strada trafficata.

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