Mochi brunch



Without a mochi maker machine you can still make good mochi at home, and they are really great as a gluten free substitute for pasta, though they do not taste like pasta and neither like rice or gnocchi but something in between a bit crunchy outside and soft inside.
This is the way i make mochi with the food-processor:

Chikkudu Kaya


Called also Indian broad beans, but it doesn't even look like the western broad beans or fava beans except for a vague resemblance in the shape of the beans.
You need to remove the string and then completely open the pod to check and remove also any walking protein. I like to stir fry pods and beans with extra virgin olive oil, salt and black pepper.

A perfect match for filet mignon [beef tenderloin] cooked the same way.

Chorizo in Tomato Sauce with Scamorza


Il centesimo post con i peperoncini thailandesi, piccoli ma piccanti, la salsiccia spagnola, i pomodorini italiani, il coriandolo indiano, il vino e la scamorza italoindiani, i mochi giapponesi fatti da me e la ricetta in inglese che più fusion di così non si può. Chi vuole la ricetta in italiano?

Mochi con Pomodoro e Tonno



Sto ancora sperimentando coi mochi, e mentre quando li ho fatti al pesto non avevo dubbi che sarebbero venuti buoni, oggi ero un po' indecisa per l'abbinamento col pomodoro. Alla fine mi sono fatta una bella sorpresa perché sono venuti buonissimi.

Ingredienti:
  • Mochi tagliati a cubi di 2 cm
  • Pomodorini di collina [prodotto italiano in scatola]
  • Tonno sott'olio di quello buono
  • una cipolla piccola
  • uno spicchio d'aglio
  • Prezzemolo [io non l'avevo e ho usato il basilico]
  • Olive verdi tagliate in tre rondelle
  • Capperi sotto sale sciacquati bene
  • Vino bianco
  • Peperoncino
  • Olio extra vergine di oliva
  1. Infarinare i mochi con farina di riso e farli rosolare nell'olio. 
  2. Mettere intanto in un'altra padella l'olio e rosolare a fuoco lento la cipolla tritata e l'aglio.
  3. Aggiungere il tonno sgocciolato, il vino bianco e il peperoncino.
  4. Quando il vino è evaporato aggiungere i pomodorini, cuocere per pochi minuti e quindi aggiungere olive e capperi. Le due cotture dovrebbero essere pronte quasi contemporaneamente.
  5.  Versare il sugo sopra i mochi e guarnire con un po' di prezzemolo tritato.

Uova sode sott'aceto


Ingredienti:
  • 12 uova sode intere sgusciate
  • 300 ml aceto
  • 100 ml acqua
  • 1 foglia d'alloro
  • 10 grani di pepe nero
  • 3 chiodi di garofano
  • 2 cm cannella
  • 2 cucchiaini di sale grosso
Altri possibili ingredienti che però io oggi non ho usato:
  • 1 cipolla piccola tagliata in quattro
  • 2 spicchi d'aglio
  • peperoncino
  • zenzero
  • succo di bietola rossa se si vogliono di un rosa intenso
  • aceto balsamico per ottenere un bel colore bruno
  1. Sgusciare le uova con le mani ben pulite o meglio con i guanti monouso e metterle in un barattolo grande di vetro a bocca larga sterilizzato.
  2. Bollire tutti gli altri ingredienti insieme per qualche minuto e quando l'aceto si è appena intiepidito versare sulle uova.
  3. Le uova devono stare sempre completamente coperte dall'aceto, quindi se necessario aggiungere dell'altro aceto bollito fino a un centimetro sopra le uova e usare l'apposita retina che non permette alle uova di affiorare.
Conservare in frigo e al momento dell'uso prelevare le uova con un cucchiaio ben pulito e ripassato sulla fiamma per evitare contaminazioni.
Usare preferibilmente uova vecchie di una settimana, tenute con la punta in giù per evitare che il tuorlo si sieda sul fondo [come è successo a me] e rimanga centrale, le uova non fresche si sgusciano facilmente e vengono meglio.
Dopo un mese sono pronte da mangiare, ma io le ho provate dopo una settimana ed erano già buone.

Oggi, dopo un mese, erano sempre buone ma molto più forti perchè l'aceto di canna da zucchero che ho usato io è forte, quindi sappiatevi regolare, se le volete più leggère usate l'aceto di malto o di mele, o più aceti mischiati ma non aggiungete mai più acqua di quella prevista, piuttosto usate solo aceto e niente acqua.
Queste uova piccanti e saporite sono buonissime da mettere nei panini (o nel chapati) con una foglia d'insalata e un po' di maionese, ma oggi io le ho mangiate con dei fagiolini bolliti e un'insalata di arance dolci [le uniche che ci sono qui] condite con olio, aceto, sale e pepe.

Raita, la tzatziki indiana


Ràita con l'accento sulla prima à, una salsina rinfrescante indispensabile accompagnamento ai cibi superpiccanti indiani. Cliccando QUI ci trovate una versione senza cetriolo e con il labneh.

Ingredienti:
  • Yogurt intero
  • Cetriolo tagliato a dadini
  • Cipollina fresca o aglio tritati
  • Semi di cumino tostati e schiacciati al mortaio
In alternativa o in aggiunta ai semi cumino si può guarnire anche con foglie fresche di coriandolo o di menta tritate e usare cucuzza o zucchina grattugiata e strizzata.

Il cetriolo si può anche omettere e usare solo lo yogurt freddo col cumino e le erbe.

Oppure solo cipolle tritate e zenzero o peperoncino fresco, banana e mela, ma l'ingrediente base della raita che non deve mancare è lo yogurt.

Se non vi manca la fantasia avete già capito cosa fare.
  1. Pelare i cetrioli, eliminare i semi, tagliarli a dadini e spargerli di sale. Lasciarli marinare per una decina di minuti e quindi sciacquarli in acqua molto fredda.
  2. Si può anche non pelare i cetrioli, eliminare i semi, salarli per dieci minuti, sciacquarli e grattuggiarli, poi strizzarli (o anche non strizzarli) prima di aggiungerli allo yogurt insieme all'aglio o alla cipolla tritati e guarnire come si preferisce. Assomiglia molto alla salsa greca Tzatziki o alla turca Cacık che alla fine son tutti dei chutney rinfrescanti.
  3. Servire freddissimo con qualcosa di piccante.

Come si fanno i Mochi a Tokyo e in Korea


















 Grazie a Darshan per avermi inviato queste foto dei mochi fatti da Nura, la prossima volta li farò anche io con la farina di riso che si trova in India, ovviamente senza yomogi e senza le palline di azuki. Per la cronaca l'ottava pallina di azuki è tra le mani di Nura. Ma questi mochi sono dolci o salati? Che bello quel suribachi!

Garaetteok sono i mochi Koreani, qui spiegati per benino.

Litchi



Dolci, dolcissimi, stucchevoli, decisamente troppo per i miei gusti, ma ogni anno ne compro mezzo kilo, me li mangio in due giorni e la cosa finisce lì.
Non mi entusiasmano con quel sapore caramelloso. Però son molto belli da vedere.

Chorizo


Non avevo nessuna intenzione di comprare un prodotto spagnolo perchè speravo di trovare qualche specialità italiana come la salsiccia piccante calabrese o napoli e invece eccomi qua con questa salsiccia spagnola che ci assomiglia pure e che non avevo mai provato prima di oggi.
Volevo farmi un panino ma quando ho aperto il pacchetto ho visto del liquido e mi sono allarmata. Cercato in internet ho visto che bisogna cucinarlo, che cavolata, la prossima volta ci faccio il gattò o lo metto nel ragù. Non credo che lo ricomprerò [sarà pure difficile ritrovarlo], era l'unico pacchetto in vendita.

Ho fatto quindi una ricetta veloce, rosolando prima i pseudo-mochi, poi il chorizo e alla fine ho saltato nella stessa padella i funghi con aglio e prezzemolo.

Conchiglie al Pesto



A me il pesto piace sulla pasta cotta con patate e fagiolini. Ma negli ultimi sedici anni mi è difficile avere sempre tutti gli ingredienti per fare questa ricetta, una delle mie favorite, me ne manca sempre qualcuno:
  • Pasta
  • Basilico
  • Aglio
  • Parmigiano Reggiano
  • Patate
  • Fagiolini
  • Anacardi o mandorle in sostituzione dei pinoli
  • Olio extra vergine d'oliva

Pomodori e peperoni confit al forno con i miei crackers



Quando uno compra i pomodori che sembrano belli rossi maturi e poi si ritrova che invece era solo tutta apparenza, che fa? Ancora mi illudo che qui si possano trovare dei pomodori decenti e stavolta il fatto che erano perini, che qui proprio non li avevo mai visti prima, mi ha fatto sperare di poter fare un sughetto coi pomodori freschi. Niente da fare, sembra incredibile ma l'aspetto non corrisponde alla sostanza, in India la qualità dei pomodori è cosi e non ho ancora capito come mai con questo bel sole i pomodori non maturano al punto giusto. Mi sa che li raccolgono ancora verdi per via delle difficoltà di trasporto ma non saprei nemmeno come approfondire questa cosa perché per gli indiani questi pomodori sono perfetti, agri invece che dolci.
Se non fosse già arrivato il monsone proprio oggi con un vento sibilante che sembrava volesse buttar giù la casa li avrei messi al sole a seccare, come ho fatto l'estate scorsa.
Ho quindi pensato di eliminare l'agro addolcendoli al forno con un pizzico di zucchero e a temperatura bassa, cominciando a 100°C, per non farli bruciare [eventus docet], ma poi ho visto che si può anche aumentare la temperatura fino a 130°C [nel mio forno].

Li ho tagliati a metà, ho tolto la parte centrale bianca e i semi, e li ho messi per un po' capovolti nel colapasta per farli sgocciolare.
Poi li ho disposti su una teglia e ho messo un pizzico di zucchero su ogni pomodoro, erano un chilo e ho usato circa 20 grammi di zucchero, e un pizzico di maggiorana e rosmarico secco. Avrei messo l'origano ma non ne avevo, spesso però non ci metto niente altro che zucchero.

Li ho tenuti in forno per tre ore, si lo so che sembra tanto, ma sembravano sempre acquosi e la porta del forno si continuava a bagnare col vapore che ogni tanto asciugavo finché ho capito che era meglio lasciarla un poco aperta per far uscire il vapore.


Sarebbe bene mettere anche un pizzico di sale che io invece evito del tutto, ma non sono certa che sia opportuno mettere anche un filo d'olio mentre sono nel forno, io infatti l'ho messo solo dopo quando li ho invasati. Forse ci starebbe bene anche un po' d'aglio tritato e qualche foglia di basilico ma io ho preferito farli semplici e son pure venuti buoni.

Ricapitolando, ecco la ricetta dei pomodori confit seccati al forno, anzi meglio dire appassiti perché rimangono morbidi e dolci.

Ingredienti:
  • 1 Kg di pomodori
  • 20 grammi di zucchero
  • origano [si può anche omettere e/o aggiungere dopo]
  • sale
  • olio extra vergine di oliva
1) Lavare, asciugare e tagliare a metà i pomodori. Togliere i semi e le eventuali parti dure e bianche, salare leggermente, e lasciare capovolti in un colapasta per circa mezzora.
2) Disporre i pomodori su una teglia da forno e metter un pizzico di zucchero nel mezzo di ogni pomodoro evitando di farlo cadere sulla teglia. Spolverare con origano se vi piace, ma potete aggiungerlo anche dopo.
3) Infornare da 100°C a 130°C e forse anche a 150°C [dipende dal vostro forno, quello ventilato che ho usato per anni in Italia sarebbe perfetto] per un'ora o due finché sono appassiti ma ancora morbidi.

La temperatura e il tempo di cottura dipende molto dal tipo di pomodoro [i miei erano acquosi] e di forno, quindi occorre sperimentare, ma l'importante è non bruciare.

Non so quanto tempo si possono tenere sottolio, i miei finiscono quasi subito perché in India vengono prodotti tutto l'anno e quindi ne faccio al massimo due chili per volta, non li immergo completamente nell'olio ma li condisco con un filo di olio extra vergine di oliva, talvolta aggiungo una spruzzata d'aceto, aglio e origano o basilico e li tengo in un vasetto in frigo.

Questa è una ricetta inventata per necessità e quindi non so se li posso chiamare pomodori confit, dove confit si potrebbe tradurre come confettura, una parola francese, di cui la t finale non si pronuncia, e lo dico per gli italiani, usata molto anche in inglese, che deriva dal latino conficere e che vuol dire fare, produrre, preparare.
Nonostante ci siano in rete migliaia di ricette chiamate pomodori confit, non ne ho trovata nessuna davvero precisa, c'è chi li inforna con la parte tagliata in su come faccio io e chi la mette in giù, chi toglie i semi come me e chi ce li lascia, chi cuoce i pomodori in pentola con zucchero e olio, ognuno li fa a modo suo, non so nemmeno se i classici pomodori secchi sott'olio si possono chiamare confit.
Sarà perché confit è una parolina venuta di moda di recente? Non so, ma di certo so che questi pomodori sono molto ma molto meglio di quelli importati dall'Italia che ogni tanto mi permettevo il lusso di comprare e che qui costano un'occhio della testa.

E visto il successo di questi pomodori ho provato anche a fare i peperoni con lo stesso metodo e sono venuti buonissimi! Tagliati in quattro, eliminati semi e filamenti e ogni spicchio condito con un pizzico di sale, un pizzico di zucchero e poche gocce di olio extra vergine.
Ecco la foto.



E ho fatto pure i crackers! 




E questi sono i crackers al sesamo che ho fatto qualche giorno fa senza lievito, solo farina, siero di latte, un pizzico di bicarbonato, semi di sesamo e di Ajwain [semi che esistono solo in Asia e profumano di origano molto forte].
Ho messo 4 cucchiai grandi di olio extra vergine di oliva in 250 grammi di farina e son venuti profumatissimi di olio anche se forse dovevano prendere un po' più di colore nel forno.


Sinceramente se fossi in Italia li comprerei, anche perché qui ne vendono una sola qualità che sembrano le gallette della guerra, e sono pure troppo salati per i miei gusti, ecco perché ogni tanto me li faccio.

Niente ricetta precisa, ogni volta ci faccio una variante.
  • farine diverse e fiocchi di avena 
  • senza lievito ma si potrebbe mettere la baking powder 
  • con l'uovo e il vino bianco, 
  • l'olio extra vergine di oliva non manca mai, 
  • i semi di lino, di sesamo o nigella
  • origano o rosmarino secco sbriciolato.


E questa qui sotto è un'altra variante senza farina!

Gli ingredienti sono:

  • mandorle senza buccia, tritate finissime - 200 grammi
  • semi di lino tritati - 100 grammi
  • erbe secche o fresche di vostro gusto - questi sono al rosmarino - 
  • 1 uovo
  • parmigiano reggiano - 1 cucchiaio colmo
  • olio extra vergine di oliva - 3 cucchiai
  • sale - 1 cucchiaino


Melanzane in insalata alla calabrese



Una ricetta di casa che ho sempre pensato fosse tipica calabrese ma che invece pare nessuno conosca, in rete non ho trovato niente. La faceva spesso la zia Lina e io, quando ero giovane, pensavo che fosse un cibo per persone anziane, e in un certo senso lo è, ma oggi dico che ogni tanto va benissimo fare una variante leggera con le melanzane che non assorbano olio come quando sono fritte.

Ingredienti:
  • Melanzane bollite
  • Sedano a pezzi e sbollentato in acqua salata e aceto
  • Aglio tritato da cui avrete eliminato il germoglio
  • Basilico fresco o prezzemolo
  • Origano di quello buono
  • Aceto
  • Olio extra vergine di oliva
  1. Tagliare le melanzane a cubi e metterle a bollire in una pentola con abbondante acqua salata. Volendo si possono mettere sotto sale prima della bollitura per evitare che l'acqua diventi scura e soprattutto se le melanzane sono del tipo amaro.
  2. Controllare la cottura pungendole con la forchetta, e appena son tenere scolarle in una colapasta, metterci sopra un piatto e una pentola piena d'acqua che fa da peso.
  3. Quando avranno perso tutta l'acqua possibile, metterle in un'insalatiera, aggiungere il sedano sbollentato, l'aceto, l'origano, l'aglio tritato e alcune foglie di basilico spezzate o di prezzemolo tritate. Lasciare assorbire l'aceto e quindi aggiungere l'olio extra vergine di oliva.

Il giorno dopo è ancora più saporita.

Il basilico (o il prezzemolo) non ricordo che ci fosse nella ricetta originale ma l'ho messo perché sentivo che mancava qualcosa e ci sta pure bene.

Un'altra ricetta molto buona con melanzane bollite a sorpresa si trova QUI.

Dried Prawns Chutney - Polvere di gamberetti secchi


English follows


Ingredienti:
  • gamberetti essiccati
  • aglio
  • di peperoncino rosso piccante
  • sale
  • olio
altri ingredienti opzionali:
  • cocco grattugiato [secco o fresco]
  • polpa di tamarindo
  • foglie di curry
  1. Rimuovere le teste e le code ai gamberetti secchi e poi immergerli in acqua calda per circa 10 minuti. Sciacquarli molto bene e lasciarli scolare fino a che perdono tutta l'acqua.
  2. Aggiungere l'aglio schiacciato, sale, peperoncino rosso [volendo anche gli ingredienti facoltativi], mettere in padella e friggere a fuoco lento con poco olio.
  3. Far raffreddare e pestare in un mortaio o in un food processor per ottenere un chutney secco da utilizzare come gustoso condimento piccante sul riso o pasta come da ricetta.

In India questi gamberetti secchi sono molto piccoli e non vedo come posso rimuovere il carapace perché non otterrei quasi niente, così tengo il croccante e penso che sia buono.

Qui ho condito dei fusilli con una salsa di pomodoro piccante fatta con peperoncino, pomodori in scatola italiani, poco vino bianco e tonno in scatola delle Lakshadweep, finendo con questo chutney come fosse il pangrattato che talvolta uso con questa ricetta, ma il risultato si è rivelato molto più saporito.
Non ho usato nessuno degli ingredienti opzionali, infatti non riesco a pensare a pasta italiana condita con noce di cocco, foglie di curry o tamarindo, anche se sono perfetti per il riso.


Ingredients for a dry chutney:
  • dried prawns
  • garlic
  • hot red chili flakes or powder
  • salt
  • oil
more optional ingredients:
  • grated coconut [dried or fresh]
  • tamarind pulp
  • curry leaves
  1. Remove heads and tails and then soak the prawns in hot water for about 10 minutes. Rinse them well and drain. 
  2. Add crushed garlic, salt, red chili  [also the optional ingredients if you like] and they are ready to be fried on slow fire with little oil. 
  3. After cooling they can be pounded in a mortar or ground in a food processor and used as a spicy and tasty topping on rice.


In India we get the very small ones and i don't see how to remove the carapace because then i get next to nothing, so, i keep it and i think it gives a good crunchy.

Today i made fusilli with a spicy sauce [hot chili, Italian canned tomatoes, little white wine and Lakshadweep canned tuna], topped with this chutney, but without any of the optional ingredients.
In fact i cannot think about Italian pasta with any coconut, curry leaves or tamarind taste, though they are perfect on rice or chapati.

Le Patate



Le patate. E a chi non piacciono?

Da qualche tempo sto cercando di mangiare leggero e me le faccio bollite, schiacciate poi con la forchetta e condite con olio extra vergine di oliva abbondante [evviva la dieta!], un po' di aceto, un po' di aglio, un pizzico di sale. Non avendo molta voglia di farmi i chapati con questo caldo che sembra non finire mai, ho trovato che mangiando patate posso fare a meno del pane almeno finché arrivano i monsoni e finalmente l'aria rinfrescherà.

Sulla base di patate schiacciate ci si può mettere di tutto, di solito qui non posso sbizzarrirmi molto e quindi una volta spinachi e un'altra volta gawar, i fagiolini indiani leggermente amarognoli molto buoni, con il gomasio (vedi link sotto) a bassissima percentuale di sale, ed ecco perché mi permetto di abbondare.
La prossima volta chissà cosa ci metterò ma di sicuro ve lo dirò.



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Mochi col Pesto


Ieri mi son ritrovata in frigo questa mattonella di mochi e non avevo certo voglia di rifarli con la salsa di soia, quindi ho trasformato i mochi in gnocchi e devo dire che sono venuti davvero buoni.
Ho praticamente creato una fusion italo-giapponese.
Ho tagliato i mochi in cubi di circa due centimetri, e subito ho pensato di farli al vapore, invece poi ho seguito le mie mani e li ho messi in padella con un filo d'olio extra vergine facendoli rosolare da un lato per circa cinque minuti. Questo è l'agire senza programmare, cioè seguire quell'intuito misterioso e creativo che con la mente vuota da preconcetti ti fa andare col flusso della corrente e tu agisci senza niente di prestabilito [ma non alla testa di ca...] e quindi anche se avevo pensato di farli al vapore mi son poi trovata a cavalcare l'onda del rosolamento. Ah, ma che grande novità. :)) Okay non è poi così facile da spiegare come si può sorprendere se stessi ma a me succede spesso.

Poi li ho girati dall'altra parte e ho versato un po' d'acqua e ci ho messo sopra un coperchio per altri due minuti.
Intanto ho pestato nel mortaio uno spicchio d'aglio, alcune foglie di basilico e un po' di parmigiano grattugiato con qualche goccia d'olio, ovviamente extra vergine di oliva.
Alla fine ho aggiunto ancora dell'olio prima di mettere il pesto sugli gnocchi di riso/mochi che ho cosparso di poco parmigiano.
Non sembrava proprio di mangiare del riso col pesto, e nemmeno gnocchi, era proprio una cosa diversa e davvero tanto buona che di certo rifarò.
Questa è pure una nuova ricetta per chi ha problemi di intolleranza al glutine.
Ho servito questi mochi con insalata mista di lattughe, carote e cetriolo grattugiati.

Una nota curiosa che ho trovato sul web mi ha lasciata un po' perplessa al momento - gente che muore soffocata dai mochi? - ma poi ho pensato che non è necessario mangiare i mochi per strozzarsi, infatti basta essere ingordi e uno si strozza con qualsiasi cibo. Mi sbagliavo, infatti pare che in Giappone parecchia gente anziana muoia dopo aver mangiato i mochi, muore strozzata perché gli si appiccica nell'esofago.
In totale circa 4.000 persone muoiono ogni anno soffocati dal cibo [a me sembra decisamente un numero enorme], e di questi l'80% ha più di 65 anni. Non mi era sembrato opportuno dare questa notizia su un post in italiano anche perchè come li ho fatti io non vengono "soffocanti" ma mia figlia ha fatto una ricerca in inglese e ha trovato la notizia. Giusto, l'avevo vista anche io e non l'avevo riportata perché mi era sembrata pressocchè assurda ma oggi l'ho trovata anche nel sito The Japan Times online e ve la sto raccontando giusto per mettermi il cuore in pace.
Se non lo sapete in Giappone si mangia pure il pesce Fugu che rischia di essere letale se non preparato nel modo giusto. Solo i cuochi certificati sono autorizzati a preparalo. Qualcuno ama sentire il brivido della sfida alla morte e qualche volta ci resta secco.
Per restare in tema di "di cibo si muore" mentre facevo questa ricerca ho trovato questo articolo interessante che parla di anisakidiosi su Kataweb, attenzione al pesce crudo e se lo mangiate andate a leggervi l'articolo, l'anisakidiosi non scherza, il pesce crudo deve prima essere surgelato! E qui un altro articolo interessante sull'anisakis cibo.360, state all'erta sull'argomento.



Uova al Pomodoro



Qualcuno le chiama anche uova in purgatorio, non so perchè, infatti per me sono uova in paradiso!
Ma c'è ancora qualcuno che fa queste ricette semplici e cosiddette povere?

Ingredienti:
  • uova 
  • pomodori maturi
  • basilico
  • aglio
  • olio extra vergine di oliva
  • sale e pepe o anche peperoncino
  1. Rosolare leggermente l'aglio tritato o schiacciato nell'olio extra vergine di oliva.
  2. Aggiungere pomodori freschi e maturi tagliati a tocchetti, e il basilico. Ai miei pomodori ho tolto quasi tutti i semi che in India son molto acidi.
  3. Rompere le uova in una ciotolina e poi versarle sui pomodori per evitare che si rompano.
  4. Aggiungere ancora un poco di basilico. 
  5. Salare e pepare. Coprire col coperchio e cuocere fino al punto di cottura desiderato.
Per gustare tutta la bontà di questa ricetta semplice ma molto appetitosa bisognerebbe lasciare il tuorlo dell'uovo non completamente cotto.
In India sarebbe rischioso ma ogni tanto, da quando trovo le uova salmonella free, mi concedo il brivido del pericolo e mi godo la bontà.

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