Bombay Duck



La prima volta che l'ho visto al supermercato mi ha fatto un effetto strano, non si capiva cosa fosse e l'etichetta diceva Bombay Duck, cioè anatra di Bombay. Poteva essere carne d'anatra seccata al sole? Non ho nemmeno preso in mano il pacchetto per guardare meglio perché proprio non mi ispirava per niente.

E invece dopo quattordici anni di vita in India le mie cellule si sono rinnovate per ben due cicli di sette anni e di certo hanno acquisito un po' di indianità. Non dico che lo mangio regolarmente ma ogni tanto all'improvviso mi viene voglia di quel sapore deciso e croccante che si accompagna perfettamente con i chapati di riso.



Qui ve lo racconto solo per curiosità perché l'Europa l'ha bandito e quindi non credo possiate trovarlo in vendita. Il bando non riguarda questioni sanitarie ma l'Europa importa dall'India solo pesce surgelato e prodotto da industrie conserviere approvate.

Questa cosa secca non è affatto l'anatra [duck] di Bombay ma pesce seccato al sole, intestino, testa e coda rimossi. Dak in hindi significa lettera/posta, e pare che gli inglesi abbiano cominciato a chiamare questo pesce col nome del treno che trasportava la posta, Bombay Dak, che puzzava come questo pesce che invece si chiama bumla, difficile da pronunciare per gli inglesi. Da dak [posta] a duck [anatra] il passaggio diventa poi breve giusto per creare un po' di confusione. O forse il pesce veniva trasportato con il treno postale?

Assomiglia ai merluzzetti che anni fa ho mangiato a Cherso, ma facendo un pò di ricerche ho scoperto che non appartiene alla famiglia del merluzzo, mi chiedo però se i merluzzetti di Cherso non fossero invece qualcos'altro. Harpadon nehereus, appartiene all'ordine dei salmoni e la famiglia dei Sauri. Stranamente l'ho trovato citato nel Decreto del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali del governo italiano del 31 gennaio 2008 col nome Bumalo, e infatti Bummalo è anche un altro modo di scrivere Bumla. Nello Stato del Maharashtra, la cui capitale è Mumbai [ex Bombay], si chiama Bombil!

Quando è fresco è talmente tenero che sembra gelatinoso, e quando è secco rimane praticamente la pelle con pochissima carne e la spina centrale. L'odore non è affatto invitante, peggio del baccalà, ma una volta ammollato e poi fritto cambia completamente.



C'è voluto un po' prima che mi decidessi a provarlo e non mi sono pentita. Di certo Liz mi ha invogliata come solo lei sa fare decantandomi la sua bontà e ovviamente offrendosi di cucinarlo.



Questa ricetta viene considerata un dry chutney [chutney asciutto], quindi un piatto di accompagnamento, e in un pasto indiano starebbe in una delle tante ciotoline intorno al piatto centrale.

Si mette il pesce secco a bagno in acqua tiepida per mezzora e poi si pulisce bene sotto l'acqua corrente, eliminando lo sporco che sicuramente c'è, le pinne dorsali e la colonna vertebrale.
Si mette quindi sul tagliere e si batte con un pestello per schiacciarlo in pezzi irregolari.


Si fa quindi rosolare a fuoco lento nell'olio finché diventa croccante. Si mette da parte, e nello stesso olio si fanno rosolare le noccioline americane schiacciate nel mortaio, anche queste a pezzi irregolari.


Si aggiunge quindi aglio schiacciato con i peperoncini verdi freschi e piccantissimi comunissimi della cucina indiana, che andrebbero anche loro schiacciati, ma allora io non potrei nemmeno assaggiarlo. Infatti questo peperoncino è decisamente troppo piccante per la mia lingua e se fosse schiacciato insieme a tutto il resto diventerebbe tutto come fuoco rovente.
Alla fine si aggiunge una spruzzata di lime e si mangia con roti fatto con sola farina di riso e acqua.
Qui si trova come farli.


Ci sono perlomeno altre due ricette che Liz mi prepara con questo pesce e che mi piacciono, ma questo chutney è il mio favorito, lo definirei sfizioso.

L'altra ricetta che ho chiamato "baccalà con patate all'indiana" la trovate Qui e da quando me la cucino io è diventata la mia preferita.

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